La tutela della vita e della libertà, la ricerca della felicità sono i diritti “inalienabili” dell’uomo elencati nella dichiarazione d’indipendenza americana, scritta da Thomas Jefferson quasi duecentocinquanta anni fa. “La felicità va cercata, non arriva da sola (…….), ognuno di noi è molto responsabile di ciò che va bene o male nella sua vita”, questo ha dichiarato Will Smith in una intervista dopo l’uscita nelle sale e il grande successo del film “americano” di Gabriele Muccino, dallo stesso Smith interpretato insieme a uno dei suoi figli, Jaden. Vi consiglio di andarlo a vedere, sono convinto che se vi piace andare al cinema, vi piacerà ancora di più in seguito, se non eravate dei grandi appassionati, probabilmente lo diventerete. “La ricerca della felicità” è una storia vera, una odissea, nella San Francisco dell’inizio anni ottanta, in pieno edonismo reaganiano, di un venditore ambulante di macchinari ospedalieri in compagnia del suo bambino, una bella favola, in cui bene vengono messe in risalto le contraddizioni di una America al tempo stesso cinica e generosa, dove convivono la ricchezza e la miseria e il diritto che ogni essere umano ha di affermare il proprio talento. Con grande volontà e anche con testardaggine, forte dell’affetto e della fiducia di suo figlio, il protagonista di questa storia arriva ai piani alti della finanza, passando attraverso i ricoveri dei senza tetto, le latrine della metropolitana, gli squallidi motel di periferia. Non perdetevelo.

Fabrizio Scarpa – 19 febbraio 2007
“il Mercoledì” – numero 7 anno XIII

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