Il 24 settembre 1848 veniva inaugurata la tratta ferroviaria Torino-Moncalieri, 8 chilometri di binari che collegavano la piccola stazione di Porta Nuova, nel centro di Torino, con quella che oggi è la quinta città del Piemonte, la nostra Città. Sei coppie di treni erano in funzione dalle sette del mattino alle sette di sera. Era solo l’inizio di un progetto molto più grande, che negli anni successivi sarebbe stato allungato di oltre 160 chilometri, per arrivare fino a Genova. Un’opera importante per quei tempi, voluta dal Re Carlo Alberto, per la quale fu costruito un lungo ponte per l’attraversamento del fiume Po, in prossimità della allora minuscola stazione moncalierese, ponte distrutto da un massiccio bombardamento durante la Seconda Guerra Mondiale. Nel gennaio del 1849 i binari arrivarono fino ad Asti, per poi proseguire per la Liguria e in seguito verso le province più prossime. Se è vero che non fu la prima tratta ferroviaria per il trasporto di passeggeri costruita nella nostra penisola, fu però la più lunga, infatti la più famosa Napoli-Portici, inaugurata il 3 ottobre 1839, come primo tratto della Napoli-Salerno, misurava solamente 7.250 metri. Entrambe servivano inizialmente a trasportare le corti del Regno delle due Sicilie e del Regno di Piemonte e Sardegna, ma furono presto adibite al trasporto pubblico, con tariffa a chilometro. Nel 1840 (17 agosto) era stata inaugurata la Milano-Monza, di “ben” 13 chilometri, che però sorgeva allora in territorio austro-ungarico. Credo sia interessante sapere che la prima ferrovia in Europa fu la Liverpool-Manchester, 46 chilometri costruiti in Inghilterra nel 1830 da George Stephenson, l’ideatore della locomotiva Rocket, che per prima percorse quel “lungo” tratto di strada ferrata. Della ferrovia Torino-Moncalieri, impresa di grande significato politico, sociale e culturale, si è dissertato mercoledì 26 settembre, presso la Biblioteca Civica “Antonio Arduino”, in sul calar della sera, quando il sole ancora scaldava uno dei primi giorni del nuovo autunno. Dopo il benvenuto di Laura Pompeo, assessora alla Cultura della nostra città, è iniziata la conferenza, coordinata da Albina Malerba (Ca dë Studi Piemontèis), con interventi di Rosanna Roccia, direttrice della rivista “Studi Piemontesi”, Lino Malara, grande esperto in Patrimonio Culturale, Margherita Sardella (Associazione Europea Ferrovieri), Franco Lucia (Rete Ferroviaria Italiana del Gruppo FS), che in alta uniforme da Capo Stazione ha anche fatto da sentinella al tricolore. Interessante è stato l’intervento di Filippo Beraudi di Pralormo, storico e collezionista di documenti d’epoca. Tutto si è svolto sotto l’occhio discreto e vigile di Giuliana Cerrato, storica direttrice della Biblioteca Civica, che ha sede nei locali della ex SAFFA, antica fabbrica di fiammiferi. Con emozionata attenzione ho assistito all’evento, avendo orgogliosamente assolto il servizio di leva nel Reggimento Genio Ferrovieri: “Fervidis rotis ad metam”.

Con ruote infuocate alla meta

Fabrizio Scarpa – 3 ottobre 2018

“il Mercoledì” n° 36 anno XXIV

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