Nella accogliente sala del Teatro San Carlo di Casalborgone (1854 abitanti) si è tenuto sabato 3 settembre l’atto finale della IX edizione del Monferrato Film Festival, meglio conosciuto come MonFilmFest. Nato nel 2003 in quel di Vignale Monferrato, da sempre organizzato da Immagina, associazione culturale di cinema e arte varia, che ha le sue radici a Leinì, questo festival da cinque anni si è spostato a Casalborgone, con al centro il territorio di quattro provincie, Alessandria, Asti, Torino e Vercelli, che si apre al cinema con i suoi servizi, diventandone elemento produttivo, location, set nonché scenario di diffusione. Sette giorni per un film, giochi di cinema, vede una serie di troupes cinematografiche che, nell’arco di una settimana, girano montano e presentano un cortometraggio al pubblico e al vaglio di una giuria competente. L’edizione 2011 ha visto il successo di due “moncalieresi da sempre”, figlio e padre, Ettore e Fabrizio Scarpa, i quali hanno avuto il riconoscimento rispettivamente come Miglior Attore Protagonista e Miglior Attore Non Protagonista, per le loro interpretazioni in due diversi cortometraggi, “Se son rose” di Riccardo Banfi e “Road’N’Roll” di Renato Giugliano. Non è certo fatto comune che padre e figlio partecipino e vincano contemporanamente un premio nella stessa rassegna. Non poche difficoltà abbiamo incontrato nel riuscire a rubare qualche momento a Ettore, il quale per sua fortuna attualmente è parecchio impegnato. La prima cosa che gli abbiamo chiesto naturalmente è quali sono le cose che lo tengono occupato. Con il suo sorriso e la sua spontaneità (ha iniziato a respirare aria di palcoscenico quando ancora stava nel passeggino e dall’età di sei anni ha iniziato a frequentare prima i corsi di animazione teatrale e poi corsi sempre più impegnativi!) Ettore ci ha detto: “Sto girando a Torino la fiction Tutti i giorni della mia vita, con la regia di Luca Ribuoli, i cui interpreti principali sono Neri Marcoré e la Miss Italia 1995, Anna Valle, io sostengo la parte del bidello del Liceo Massimo D’Azeglio. Contemporaneamente sto lavorando a una serie teatrale in risposta alle serie televisive, The Dark in the Noire, di Chiara Cusani e Giorgia Goldini, che interpreta anche il personaggio di Liona Mc Kay, dove indosso i panni di Spencer Adams, scrittore scombussolato, e le prime tre puntate vedranno la luce al Circolo dei Lettori in ottobre, novembre e dicembre, una piccola sfida, alla Davide contro Golia. Inoltre continuo a insegnare recitazione e quando capita collaboro a qualche cortometraggio. Nei confronti del MonFilmFest nutro un affetto particolare, sono quattro anni che vi partecipo e da pochi giorni, insieme ad altri amici, sto lavorando a un progetto per sostenerlo e aiutarlo a crescere ancora, mediante un fund raising, trovando cioè istituzioni e sponsor disposti a finanziare questo festival genuino, nel quale anche molti professionisti vengono per giocare al cinema con lealtà e serietà, dati i tempi da rispettare, con un magico scambio di rapporti umani e di professionalità, e il bello sta nel fatto che gran parte della popolazione (Sindaco e Pro loco compresi) vi partecipa attivamente ospitando le varie troupes, o come attori e comparse”. Negli ultimi due anni hai coinvolto anche tuo padre, ultimamente piuttosto restio a comparire in pubblico. “Sì è vero, sono riuscito a fargli vincere la sua atavica e oramai sclerotizzata pigrizia ed è venuto più volte a Casalborgone, poi, sarà per il lavorare con tanti giovani o forse per il fascino del cinema, ci si è calato con grande passione, insomma mi viene quasi da dire che è stato bravo, tanto che ha ottenuto quest’anno un simpatico riconoscimento per la sua interpretazione”. Grazie Ettore complimenti e buona … , già non si dice, gli attori sono notoriamente superstiziosi. Fabrizio lo abbiamo incontrato in redazione ma era ancora troppo emozionato per dire qualcosa di più del fatto che sinceramente non se l’aspettava. Per concludere, il primo premio in concorso lo ha vinto Fabrizio Polpettini con il suo originale film, Rabbit hole, “mimico e fantastico, sviluppato con leggerezza e coerenza e recitato con grande freschezza, con una sceneggiatura ben calibrata sui tempi dati e sui mezzi a disposizione” (come annotato dalla giuria), per il quale è stata premiata anche la giovanissima protagonista, l’attrice francese Roxanne Duran. Come Attrice non protagonista ha prevalso l’astigiana Elena Vivace, spumeggiante come il suo cognome, mentre Se son rose ha vinto il premio di gradimento del pubblico e anche la sua scenografa, Carmela Di Tomaso è stata premiata. Proprio bravi gli organizzatori, capitanati da Beppe Selva, che hanno fatto grandi cose con i pochi fondi che avevano a disposizione. Grazie a tutti e … all’anno prossimo!

21 settembre 2011 – “il Mercoledì” numero 34 anno VII

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