Correva l’anno, davvero veloce, tanto che ne sono passati più di quaranta. E insieme agli anni correva anche un gruppo di coraggiosi, amanti del calcio giocato, a onor del vero tutta un’altra cosa rispetto al calcio di oggi. Li capitanava, anzi li comandava in modo per nulla democratico, il loro padre padrone, Faber detto anche Bob. Era veramente una carogna, tecnicamente bravo ma fisicamente troppo dotato. Amava giocare al pallone, anche se avrebbe fatto meglio a darsi (non all’ippica – poveri cavalli!) al tennis, dove si distingueva a un discreto livello. Dato che nessuno lo faceva giocare al suo amato sport, si è inventato imprenditore e ha messo in piedi non una ma ben due squadre, per evitare di stare fuori dal campo. Se qualcuno dei suoi giocatori tentava anche solo di opporsi alla sua discesa in campo, Lui minacciava di andarsene con maglie e pallone, lasciando tutta la truppa con il classico palmo di naso. Era molto bravo a circondarsi di giocatori veloci e infaticabili, che ovviamente correvano anche per il loro capitano (autonominatosi, naturalmente!), e altrettanto capace di organizzare incontri con le più svariate squadre soprattutto di categoria superiore. Ne parleremo ancora. Di quelle due squadre già molti sono coloro che ora calciano il pallone nei Verdi Pascoli, e simpatico è ricordare per tutti uno, l’ultimo che se ne è andato, il 27 luglio dell’anno scorso, la ficcante ala Carlo Melano, che troppo presto ha raggiunto il fratello Alberto, motorino inarrestabile della squadra, anche lui partito prematuramente.

Fabrizio Scarpa – 23 luglio 2008
“il Mercoledì” numero 29 anno XIV

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