Di certo non ne aveva bisogno, forse neppure lo meritava, ma sicuramente se lo è andata a cercare! Quando ci si mette nelle mani di certi personaggi, anche se è comunque giusto accordare il beneficio del dubbio, diventa assai probabile che prima o dopo la “bomba” possa esplodere. Erano già alcuni anni che molti, quasi tutti, sapevano, e più ancora fingevano di non vedere. Questo è il ritratto di un certo momento storico, in cui un qualche uomo “imprenditore” scende nell’agone politico, dicendosi chiamato dall’Alto, per salvare la sua Patria da un devastante pericolo imminente, ma in realtà per evitare danni personali dovuti a fatti che forse tutti sanno ma sicuramente molti di più fingono di non vedere. Probabilmente, ed a questo punto è giusto svelare il fatto scatenante, quello che sta succedendo oggi alla “Vecchia Signora”, fidanzata d’Italia, Juventus F.C., è la punta di un sommerso più ampio, nel quale sono coinvolte molte società di calcio dal passato più o meno antico, ma questo purtroppo fa parte di un sistema sicuramente ben congeniato che muove, o meglio che muoveva, come su di una scacchiera, i destini del mondo del pallone. Una tempesta talmente grande che porta con sé il pericolo che tutto si risolva in una enorme bolla di sapone. Troppo facile sarebbe puntare il dito inquisitore contro uno o più personaggi dalla faccia più o meno raccomandabile, troppi sono già scesi da un carro sul quale hanno percorso per anni ed anni le strade dell’universo pallonaro. Non si vuole giudicare nessuno, e comunque il giudizio spetta ai Giudici una volta messe insieme le prove. Ma ciò che non si potrà mai cancellare, è il fatto che si sia tolto ancora una volta un “ideale” a coloro che vedevano nel calcio un momento in cui dimenticare la pesantezza delle quotidianità: un popolo enorme quello dei tifosi della blasonatissima “gobba”, ma anche di tutte quelle altre squadre che ne risultassero coinvolte. “Il calcio è l’oppio dei popoli” si usava dire parafrasando l’ideologo dei moderni bollitori e mangiatori di bambini. Anche se ormai riguarda la storia dell’altro secolo, e anzi dell’altro millennio, spesso le vittorie calcistiche della nostra Nazionale hanno prodotto una sorta di “indulgenza plenaria” facendo dimenticare guai, “autunni caldi”, e crisi economiche. Siamo in un periodo di decadenza, una sorta di nuovo basso medioevo, ma fortunatamente i corsi e i ricorsi di vichiana memoria ci possono insegnare che quando si cade tanto in basso quello è il momento per darsi da fare e ritrovare la dignità perduta, smetterla di usare il metodo del “contro”, e passare al sistema del “pro”, tutti facendo la nostra parte, anche in politica, come nel calcio, come nella vita di tutti i giorni, da avversari e non da nemici. Da domani vediamo di non esportare più “democrazia”, come fanno i potenti del mondo, ma cerchiamo di salvaguardare la nostra democrazia, che i nostri nonni e i nostri padri hanno conquistato con tanti sacrifici e tanta fatica.
Fabrizio Scarpa – 24 maggio 2006
“il Mercoledì” numero 22 anno XII

