“Due volte nella polvere, tre volte sull’altare”. Gianni De Biasi, di professione allenatore di calcio, ha compiuto nuovamente il miracolo. Dopo avere riportato il Torino Football Club in serie A nel 2006, al termine di una annata partita dal fallimento della società in mano a Ciminelli e Romero, per due anni consecutivi ha salvato dalla serie B la gloriosa compagine granata. Nell’ultimo campionato la svolta si è avuta contro il Napoli il 4 di maggio, anniversario della tragedia del 1949, per consolidarsi con una insperata quanto sofferta vittoria fuori casa a spese del Livorno, diretto contendente per la salvezza, con questa sconfitta finito diretto in serie B. Sarà un caso, ma gli eroi di Superga ci avranno messo lo zampino? Per tornare al buon Gianni viene spontaneo chiedersi se sia totalmente privo di dignità o se abbia nel Toro quella fede che solo i tifosi dal vecchio cuore granata hanno. Infatti dopo avere ottenuto una sofferta e insperata promozione, il bravo allenatore si è visto sostituire da Zaccheroni, a dire del presidente Cairo più adatto alla massima serie. Verso il termine di un campionato disastroso De Biasi viene richiamato a una missione impossibile, peraltro portata a buon fine all’ultima partita, per poi essere nuovamente ritenuto non abile alla serie A e sostituito con il rampante ex Novellino, il quale purtroppo più che disastri non è riuscito a fare, portando il Toro a una quasi certa retrocessione. A chi è toccato togliere le castagne dal fuoco? Questo altro essere non può che amore!
Fabrizio Scarpa – 14 maggio 2008
“il Mercoledì” numero 19 anno XIV

