Quando il quattordicenne Valentino Rossi nel 1993 debutta in un campionato motociclistico ufficiale, in sella a una Cagiva Mito 125, Marc Marquez è appena venuto al mondo, in Spagna. Sono ambedue nati a febbraio, il primo il 16, il secondo il 17, segno zodiacale Acquario. Erede o no di Valentino è certo che lo spagnolo abbia nel sangue la vittoria, avendo già vinto un mondiale in ciascuna delle tre categorie, con già in tasca praticamente il titolo per l’anno in corso nella classe regina, avendo trionfato in undici gare, di cui dieci consecutive, e arrivando quarto e quindicesimo nelle altre due. Marc è cresciuto nel mito di Valentino e per lui è stato certamente un sogno arrivare a batterlo in pista. Purtroppo Rossi non è riuscito a vincere un mondiale in sella alla rossa Ducati e dopo i due anni sprecati inseguendo una chimera è ritornato alla Yamaha. Nei diciannove anni di più che onorata carriera il folletto marchigiano ha corso 307 gran premi, vincendone 107 e salendo 85 altre volte sul podio, conquistando 9 titoli iridati, 2 con Aprilia, 3 con Honda e 4 con Yamaha. Sulla pista di Misano Adriatica, dedicata all’amico Marco Simoncelli, Valentino è tornato a vincere a modo suo, dimostrando di essere il campione di sempre, intramontabile, un successo costruito curva su curva, dal primo all’ultimo giro, ultimo giro che ha dichiarato sembrargli interminabile, con il pubblico tutto in piedi ad accompagnarlo nel suo trionfo. Il bravo e simpatico Marc era già dietro quando in una curva è scivolato ed è caduto, dimostrando grande carattere nel ripartire subito per andare a conquistare un punticino ben più importante del suo valore numerico. Non sarà un giorno felice quello che vedrà il Dottore “appendere il casco al chiodo”, ma alla luce di quanto visto in pista, sembrerebbe essere ancora lontano. Soprannominato il Dottore, forse per la sua abilità chirurgica nell’affrontare curve e rettilinei, Valentino Rossi nel 2005 ha ricevuto una laurea magistrale “honoris causa” in Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni dall’Università degli Studi “Carlo Bo” di Urbino, per la sua bravura in pista e nei rapporti col mondo esterno. Bravo e simpatico Valentino come bravo e simpatico è Marc Marquez, che se fosse italiano per me sarebbe perfetto. Grazie a loro e agli altri colleghi centauri ci è dato di vivere qualche bel momento in un tempo che di momenti belli ne vede ben pochi.

Fabrizio Scarpa – 17 settembre 2014 “il Mercoledì” n° 32 anno XX

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