Lode. Lode. Lode a un appartenente alla razza umana, facente parte della categoria, molto discussa, dei calciatori, una casta di privilegiati, troppo privilegiati, molto lontani da quello che rappresentavano in altri tempi, quando la maglia della squadra per cui giocavano era una vera e propria seconda pelle. Oggi sono mercenari che si vendono al miglior offerente, così da cambiare pelle (pardon, maglia) più volte nell’arco della stessa stagione. Addirittura si sussurra, ma di certo sono illazioni malevole, che vi sia una squadra italiana di livello internazionale nella quale praticamente tutti i giocatori sono stranieri, o quanto meno estraniati così come il loro allenatore. Ovviamente non sarebbe giusto addebitare del tutto ai calciatori la causa di un cambiamento in negativo, le ragioni stanno nel mercato, nella massa immane di denaro che circola nell’ambiente della palla rotonda, ma questa è una altra storia. Tornando al nostro merita assolutamente la lode (con annesso 110), per le sue gesta sportive, reiterate nel corso di una già lunga carriera, e anche per le sue notevoli doti umane. Non è facile per un vecchio, e malandato, cuore granata, e mi perdonino (se è il caso) l’Anticosaggio e Il Direttore, granatissimi doc, tessere l’elogio di Alessandro Del Piero, trentaquattrenne scorpione, alias Alex, alias Pinturicchio, come ebbe a battezzarlo l’Avvocato (Agnelli), non è facile ma solo per questioni di bandiera. Giusto accomunarlo a un pittore: Alex usa il rettangolo delle porte avversarie come una tela nella quale, in particolare con i suoi calci di punizione, dipinge da anni dei veri e propri capolavori. Ma che dire del suo carattere e della sua simpatia: ha sempre saputo accettare con pazienza e senza sterili polemiche le decisioni dei suoi allenatori, sovente antipatici e arroganti, preparando la riscossa. E sono piacevoli le sue apparizioni televisive a colloquiare col simpatico uccellino dell’acqua minerale al fianco di una notevole gnocca pedemontana.
Fabrizio Scarpa – 12 novembre 2008
“il Mercoledì” – numero 41 anno XIV


