Il 4 luglio 1776 Tredici Colonie Inglesi del nord America dichiararono l’Indipendenza staccandosi dal Regno di Gran Bretagna. Da più di un anno era scoppiata per raggiungere quell’obbiettivo una guerra che finirà soltanto ai primi di settembre del 1783. Un conflitto sanguinoso e fratricida che causò più di novantamila vittime tra i coloni comandati da George Washington e i loro alleati di Francia e Spagna. Al loro fianco vi erano anche polacchi, olandesi, prussiani, ribelli del Quebec e indiani Oneida. Circa la metà furono i morti tra gli sconfitti, che oltre alle truppe regolari inglesi vedevano in campo i Lealisti, coloni rimasti fedeli alla madre patria, indiani Irochesi e un cospicuo numero di militari provenienti da due grandi province tedesche. A parte una piccola percentuale di nativi americani presenti nei due schieramenti, fu una guerra combattuta tra invasori in una terra della quale si erano impadroniti, perpetrando il sistematico sterminio delle popolazioni locali. Fu una diretta conseguenza della Guerra dei Sette Anni, che aveva posto fine alla dominazione francese sui territori canadesi. Anche i coloni americani si sentirono nelle condizioni di non avere più necessità della protezione della patria di origine, verso la quale anzi erano sempre più insofferenti per i privilegi che l’Inghilterra si era riservata, tasse pesanti e restrizioni in ambito commerciale. L’esercito continentale al comando del generale Washington inizialmente formato da elementi timorosi e poco addestrati, migliorò presto tattiche e organizzazione. I soldati erano stimolati da premi in denaro e da promesse di terra, ma fortemente animati da patriottismo, ardore implacabile e spirito di vendetta. La storia della Rivoluzione Americana è lunga e interessante, precede di qualche anno la Rivoluzione Francese del 1789. Un punto su cui è intrigante soffermarsi è che fu una guerra combattuta da europei contro popolazioni di origine europea, che nei secoli precedenti si erano impadronite, niente affatto pacificamente, delle terre dei nativi, creando degli insediamenti enormi, che un centinaio di anni dopo porteranno alla costruzione di grandi ferrovie per attraversare il continente da una costa all’altra. La Storia insegna ma l’essere umano poco impara. Gli scontri fratricidi continuano senza fine, prima la Guerra Civile tra nordisti e sudisti, poi le guerre contro gli Indiani, sempre meno numerosi e sempre più relegati in piccole riserve. Ancora oggi i nostri amici di oltreoceano non hanno perso il vezzo di esportare la democrazia in giro per il mondo, qualche volta con buoni risultati, molto spesso con conseguenze devastanti. Ma non sono stati gli unici. Che dire del colonialismo schiavista in Africa, delle invasioni spagnole nel centro e nel sud America, ai danni di Maya, Aztechi, Incas, delle Crociate, dell’Impero Romano e di tutti gli episodi di espansione perpetrati con la violenza, che proseguono tuttora?

4 luglio 1776

Fabrizio Scarpa – 4 luglio 2018

“il Mercoledì” n° 27 anno XXIV

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