“L’orgasmo di un maiale dura 30 minuti (apperò!!!). Uno scarafaggio vive fino a nove giorni senza la sua testa prima di morire di fame… (brrr … ma io sto ancora pensando al maiale). Il maschio di mantide non riesce ad avere rapporti con la sua testa attaccata al corpo, è la femmina a dare il via ai preliminari tagliandogliela di netto (amore, sono tuo! ahhh!). La pulce può saltare fino a 350 volte la dimensione del proprio corpo, come se un umano saltasse quanto un campo da calcio (30 minuti!!! Maiale fortunato, riuscite ad immaginarlo?). Il pesce gatto ha circa 27000 papille gustative (cosa ci sarà di così gustoso nel fondo di un fiume?). Alcuni leoni si accoppiano oltre 50 volte al giorno (vogliamo mettere il maiale? … qualità altro che quantità!). Le farfalle assaggiano con le loro zampe. (questo era importante da sapere…). Gli elefanti sono gli unici animali che non possono saltare (sarebbe veramente interessante se potessero farlo). L’urina del gatto è fluorescente se sottoposta a una luce nera (mi chiedo quanto siano stati pagati quelli che hanno scoperto questa cosa…). L’occhio di un’ostrica è più grande del suo cervello (ne conosco alcuni …). Le stelle di mare non hanno cervello (ne conosco altri …). Gli orsi polari sono mancini (a fare cosa?). Uomini e delfini sono gli unici che fanno sesso per loro piacere (e i maiali? I delfini sanno dei maiali?). Ora, se avete sorriso almeno una volta, … portate comunque rispetto per il maiale!”. No amici cari questa non è farina del mio sacco. Per queste righe ringrazio l’amica Vanna (Greggio), anche per la sua onestà, non solo intellettuale, che a sua volta non se ne attribuisce la (nel suo caso) maternità, in quanto afferma di averle trovate sul web, o se preferite navigando in rete, come si usa dire, quindi ringrazio anche chi eventualmente ne rivendicasse la paternità (o maternità). Quante cose curiose si possono trovare, basta guardarsi intorno. Certamente il popolo di Facebook, sempre più vasto, è assai prolifico di curiosità “curiose” e già solo per questo motivo vale la pena il farne parte. Se poi qualcuno obbietta che non gli garba che altre persone “si facciano i fatti suoi” mi sembra giusto puntualizzare che gli altri si fanno i fatti che uno pubblica e quindi se vengono pubblicati come tali diventano di dominio pubblico e quindi credo che ci non sia nulla di male se vengono condivisi e commentati. Certamente quello che mai si deve dimenticare è il senso della misura, ricordando che gli strumenti che il progresso ci ha consegnato come tali devono essere usati, senza che siano loro ad usare noi. Anche questa è un’altra storia, curiosamente!

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