Me ne sono invaghito subito, la prima volta che l’ho vista. Credo fosse il 1998, anzi lo era di certo, poiché ricordo che ero bloccato a causa di una brutta frattura. Mi sorrise sorniona, con quel suo sicuro piglio di “bruttina” che sa di piacere, e che, a chi la osservava con un poco di “puzza al naso”, mandava a dire: sarai bello tu! Il corteggiamento, peraltro molto riservato, è durato fino ai primi di giugno del 2002. Poi tutto si è risolto in pochi istanti, qualche sguardo ed è stato amore reciproco, ricambiato. Sono passate poco più di due settimane, e finalmente è stata mia per sempre, per quel sempre che può durare un amore, cioè fino a quando non finisce. Da allora sono passati cinque anni, e stiamo ancora insieme, anzi è lei che mi porta in giro fedelmente lasciandosi guidare da me. Sembra che per lei gli anni non passino mai. Quello che mi rincresce, e che non riuscirò mai a comprendere, è il perché le abbiano rifatto il naso. Era così affascinante con quella curiosa gobba tra il parabrezza e il cofano anteriore che a me (e non solo a me) l’hanno sempre fatta somigliare a un delfino. Non mi ero mai “innamorato” di una automobile, e forse non mi succederà più. Ma la MULTIPLA, come era, era più che un’auto, aveva una sua personalità, una sua peculiarità unica. Adesso è come tutte le altre, ma non la mia, e le sue gemelle, almeno fino a quando staremo insieme. Fiat sic (come dicevano i latini)!

Fabrizio Scarpa – 4 aprile 2007
“il Mercoledì” – numero 13 anno XIII

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