Quadranga, tanga, tankini, trikini: pezzi di stoffa di colori diversi, di dimensioni variabili, a volte ridottissime (tipo filo interdentale), hanno tentato negli anni di soppiantarlo, con successo altalenante. Niente da fare! A giugno ha compiuto 65 anni, giusto quelli della nostra Repubblica, continua a frequentare le spiagge di tutto il mondo, le piscine e tutti quei posti dove si può prendere più o meno comodamente il sole, e assolutamente non dimostra la sua età. Certamente è importante anche ciò che “contiene”, o per meglio dire “copre”, anche se parzialmente, ma l’effetto è per lo più gradevole. Con l’arrivo dell’estate si trova spesso a competere con chi preferisce il costume intero, ma dopo tredici lustri il bikini finisce quasi sempre per trionfare. Personalmente ritengo che per indossare un costume intero ci voglia un “fisico bestiale”, perché il “vedo e non vedo” mi pare più stimolante in un’epoca in cui, sui giornali nei programmi televisivi o sui cartelloni pubblicitari, il corpo femminile (ma anche quello maschile) fa mostra di sé senza tanti segreti. Il bikini, nella miriade delle sue dimensioni e dei suoi colori, riesce a rendere gradevole anche un corpo normale, non artificialmente scolpito o perfetto di natura. Oggi gli stilisti sono ritornati, a seguire le cronache di moda, agli “anni sessanta”, quando il bikini mise in bella mostra le prosperose forme di Sophia Loren, splendida, o incorniciò la sensualità di Brigitte Bardot nel film “Dio creò la donna”, o quando Ursula Andress fece sognare il mondo intero, con il suo due pezzi bianco, nel famoso incontro con Sean Connery – James Bond in “Agente 007 licenza di uccidere”. Certo le resistenze dei perbenisti furono molto pesanti, la chiesa cattolica lo giudicò peccaminoso, ma il bikini è andato per la sua strada senza praticamente voltarsi indietro, anzi facendo girare tante teste . Deve il suo nome all’omonimo atollo che si trova nelle Isole Marshall, in Oceania, dove proprio in quegli anni gli Stati Uniti continuavano gli esperimenti nucleari, dopo Hiroshima e Nagasaki. Fu un ingegnere franco svizzero a inventarlo e a lanciarlo, con l’effetto di una bomba atomica. Pare che questa estate avranno molto successo i bikini dai colori forti, ma è previsto anche il trionfo dello spaiato, col reggiseno di una fantasia e lo slip di un’altra. Naturalmente per chi può permettersi di comprarli ma soprattutto di andare in vacanza a indossarli. Ma pure questa è un’altra storia!
Fabrizio Scarpa – 20 luglio 2010
“il Mercoledì” numero 29 anno XVII



