Arrivano le temperature torride e il caldo umido, e nuvole di zanzare moscerini ed altri punzecchianti e fastidiosissimi minuscoli insetti piombano su di noi, con il rombo di un aereo in picchiata, per nutrirsi con il nostro sangue. Le conseguenze bene le conosciamo e ci siamo chiesti perché questi disturbatori appartengano al vasto panorama degli abitanti del Creato. Sicuramente fanno parte della catena alimentare. Ma chi se li mangia? In particolare i pipistrelli, piccoli mammiferi appartenenti alla famiglia dei Chirotteri, che volano grazie alle loro mani fornite di dita, unite da una sottile membrana, e che si orientano nelle loro cacce notturne grazie ad un vero e proprio sonar, anche se in verità, contro il pensiero comune, sono dotati di una buona vista. Non aggrediscono gli esseri umani e non portano malattie, inoltre, lo dico per esperienza diretta, sono morbidi e teneri di aspetto. In Toscana hanno iniziato il ripopolamento di questi simpatici volatili, che in una notte, sono in grado di divorare, a testa, 1500 zanzare e simili. Per una maggiore efficacia, nei bacini e nei corsi d’acqua, hanno diffuso la coltura delle tinche (ottime in carpione!), che dei medesimi insetti mangiano le larve. Nei parchi sono state disposte cassettine-nido dove i pipistrelli vanno tranquillamente a riprodursi (uno massimo due per cucciolata), ed anche i privati possono installarle nei propri giardini. Un bel ritorno dopo il rischio di estinzione dovuto ai pesticidi e alle onde elettromagnetiche diffuse da una infinita foresta di antenne. Perché non adottiamo anche noi questo superecologico alleato contro il logorio notturno delle nostre “caviglie”?

Fabrizio Scarpa – 28 giugno 2006
“il Mercoledì” – numero 28 anno XII

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