La crosta terrestre, così come le maree, subisce gli effetti della attrazione gravitazionale della Luna. La teoria “sismogenica” di Raffaele Bendandi, per la previsione dei terremoti, mai riconosciuta ufficialmente dalla comunità scientifica, “dice” che la crosta terrestre si deforma e pulsa con tempi e ritmi dipedenti dalla posizione dei corpi celesti all’interno del sistema solare. Bendandi era un romagnolo (Faenza 1893 – 1979) appassionato di astronomia e geofisica, aveva seguito un corso di specializzazione in disegno tecnico e il suo mestiere era intagliare il legno. Ma la sua passione erano i terremoti, ai quali si interessò dopo quello di Messina del 28 dicembre 1908. Da allora in poi si dedicò allo studio e alla previsione dei movimenti sismici. Secondo lui poteva risalire al 10431 A.C. la scomparsa di Atlantide: la somma delle forze gravitazionali planetarie avrebbero provocato uno spostamento del polo geografico causando un rigonfiamento equatoriale e l’allagamento di alcune regioni del globo. Un successivo cataclisma di minori proporzioni, dovuto al concorso della forza gravitazionale di meno pianeti, si sarebbe verificato nel 2687 A.C. e potrebbe, per il Bendandi, corrispondere al Diluvio Universale. Fece registrare da un notaio di Faenza una sua previsione secondo la quale il 2 gennaio 1924 si sarebbe verificato un terremoto nelle Marche. Sbagliò di poco: due giorni dopo il sisma si verificò effettivamente a Senigallia. Tra gli eventi tragici che predisse ci fu anche il terremoto del 1976 in Friuli, ma allora nessuno lo stette a sentire e fu trattato come un ciarlatano. In questi ultimi mesi il nome di Raffaele Bendandi è ritornato a fare notizia, una sua “profezia” vedrebbe un terremoto distruttivo abbattersi su Roma il prossimo 11 maggio. Purtroppo nulla di scritto è rimasto in seguito a un incendio, presumibilmente doloso, che ha bruciato gran parte dei documenti che erano conservati nella sua abitazione. I terremoti non sono prevedibili neppure in zone ad alto rischio sismico, come dimostrato da quanto recentemente accaduto in Giappone, non ci resta quindi che sperare che i catastrofisti abbiano torto. Roma (e l’Italia tutta) già trema abbastanza per altri motivi!
Fabrizio Scarpa – 20 aprile 2011
“il Mercoledì” numero 16 anno XVII

