Nell’immaginario collettivo il lupo viene da sempre considerato nemico dell’uomo. Chi non ricorda la favola dei Tre Porcellini o quella di Cappuccetto Rosso? Del resto è anche vero che era temuto come animale pericoloso da pastori e allevatori perché predatore del loro bestiame. Ma i lupi hanno paura dell’uomo e se si avvicinano lo fanno solo in branco e per cercare da mangiare, non trovando prede selvatiche da cacciare. L’antenato per eccellenza del cane, che è considerato il migliore amico dell’uomo, ha rischiato (e rischia) l’estinzione per la caccia sconsiderata che ne è sempre stata fatta. In Italia all’inizio degli anni settanta non restavano che un centinaio di esemplari, sparsi tra i monti della Calabria e dell’Abruzzo. Oggi sono più di un migliaio, grazie ad accurate leggi di ripopolamento e di protezione, e sono diffusi in tutto il territorio nazionale, soprattutto nelle zone alpine e appenniniche. Va sfatata la leggenda del lupo cattivo e per fortuna esistono libri e fumetti nei quali vengono fuori altre facce del lupo. Chi non conosce Akela, il capo branco che alleva il piccolo Tarzan? O Zanna Bianca? O Balto? E Lupo Alberto e Lupo de Lupis? Non si può dimenticare la Lupa che si prese cura dei gemelli Romolo e Remo, figli della vestale Rea Silvia e del dio Marte, icona e simbolo, fin dalla fondazione, della città di Roma. Nel cinema va ricordato Due Calzini, il lupo amico del protagonista del film Balla coi lupi, che non poche lacrime ha strappato per la sua triste fine. Nel corso dei secoli un modo di dire ha assunto valore scaramantico e tuttora viene usato come augurio di buona fortuna a chi sta per sottoporsi a una prova importante: in bocca al lupo! Non si sa bene quando e come sia nata l’abitudine di fare un simile augurio, tante sono le teorie e non starò certo qui a elencarle, ma mi permetto di contestare la risposta che comunemente viene data: crepi il lupo! Infatti l’essere in bocca al lupo non va considerato un fatto negativo. Il lupo, come tanti altri mammiferi, prende con la bocca i suoi cuccioli, per proteggerli e trasportarli quando sono ancora piccoli, e questo gesto viene fatto con estrema delicatezza e tenerezza, da mamma lupa ma spesso anche dai maschi del branco. Di conseguenza mi piace pensare che la risposta più giusta al canonico “in bocca al lupo” sia “viva il lupo” o semplicemente “grazie”. Ci sono altri modi di augurare buona fortuna: per decenza, ma soprattutto per simpatia nei confronti del grande cetaceo, eviterò di trattare del detto che coinvolge la balena. Buon Mercoledì!

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