Un ottimo giornalista, un caro amico al quale sono “legato” da stima e affetto, e che generalmente tratta nei suoi articoli di argomenti più “faceti”, qualche giorno fa si è occupato di un argomento assai “scottante”, molto vicino all’uomo della strada, all’uomo, o donna, che quotidianamente si trova a passeggiare, da solo o in compagnia del suo cane, o di chi altro, nel verde pubblico, finendo per perdersi in una sorta di giungla cittadina, dove l’erba raggiunge altezze indescrivibili. La notizia messa in risalto dal mio amico, che per brevità chiamerò Beppe, è che nel comune di Nichelino un assessore ha deciso di affrontare il problema prendendolo per le corna, ma non solo. Infatti si vogliono utilizzare mucche capre pecore e ogni altro animale brucante per combattere la crescita incondizionata dell’erba. In pratica i simpatici ruminanti gireranno nei parchi e nei giardini nutrendosi del proprio lavoro. L’idea, ancorché non nuova, è sicuramente geniale e indiscutibilmente ecologica. Sarà fantastico vedere pascolare questi animali all’interno delle nostre città, dove da anni nessuno li ha più incontrati e dove forse molti non li hanno mai visti da vicino. Mi auguro che questa transumanza urbana vada in porto e che faccia scuola in tutti gli altri comuni che hanno ancora la fortuna di avere un poco di verde al loro interno. Il progetto dell’illuminato amministratore pubblico va anche oltre, giacché prevede che in accordo con pastori e malgari (o margari, come vengono chiamati qui in Piemonte) si arrivi anche a produrre un formaggio con il marchio della città. Tutto questo oltre a portare un sicuro risparmio nelle casse comunali, sempre più vuote, sarà anche una buona occasione per tornare a vivere una vita un poco più vicina alla natura, animali, latte, formaggi, “organizzando delle vere e proprie fattorie didattiche che saranno visitate dalle scolaresche”. Se si pensa a quanto verde abbiamo noi a Moncalieri, tra pianura e collina, chissà cosa ancora di più si potrebbe fare nella nostra città, dove per il momento si alzano solo lamentele sull’erba non tagliata. Non so se e quando questo progetto andrà a buon fine, ma per il momento ringrazio Beppe che all’argomento ha dato risalto, con la stessa maestria che di solito usa parlando di fatti e di processi di mafia, che ironicamente ho definito faceti, giusto perché ogni tanto credo che sia necessario avere a che fare anche con cose più leggere e positive.

Fabrizio Scarpa – 10 settembre 2014 “il Mercoledì” n° 32 anno XX

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