Pippo di Palera è un principe di pura razza “non di razza” ed è notoriamente un soggetto di poche parole. Infatti miagola neppure troppo e solo quando vuole attirare l’attenzione del suo “umano”, momentaneamente distratto. Molti penseranno che Mangiafuoco si sia bevuto il cervello, giacché nei suoi angoli non tratta più di politica, per esempio, o di economia o più semplicemente di quello che accade ogni giorno, guerre, guerriglie, terremoti, alluvioni, omicidi, rapine e fate voi. Gli argomenti non mancano di sicuro ma proprio non c’è molto da dire in proposito, non solo perché già sono in molti a commentare quanto avviene, ma soprattutto perché risulta sempre più complicato dire qualcosa di sensato che esca dagli scontati luoghi comuni e che possa avere anche solo un minimo di senso compiuto. Che dire infatti di Genova la Superba alluvionata per l’ennesima volta, ferita gravemente dai tanti torrentelli e fiumiciattoli che sotto le piogge torrenziali si ingrossano a dismisura provocando danni irreparabili? Sarà mica colpa dell’acqua che scende dal cielo? La risposta non può che essere no! E allora si cerchino, e si trovino i colpevoli, ma i disastri oramai non si cancellano di sicuro e risulta persino fastidioso commentare con il classico “ … bisognava pensarci prima!”. Che dire della crisi economica? Che dire di quanto succede in Ucraina, in Siria, in innumerevoli altre parti di un mondo sempre più abitato e sempre più martoriato? Ha ragione Papa Francesco quando dice che c’è una guerra in atto, con tanti piccoli e grandi focolai sparsi dappertutto, ed è una guerra che non viene combattuta solo con le armi classiche ma anche a “colpi di finanza” e non soltanto. E allora ecco perché Mangiafuoco preferisce raccontare le avventure casalinghe di Danko di Montersino o di Pippo di Palera, due tra i tanti “nobili d’animo”, casualmente quattro zampe, neppure troppo casualmente. Tornando a Pippo si può dire con certezza che sia un gatto di poche parole, anzi miagolii, che sa come farsi capire quando vuole. Tempo fa il suo compagno umano, resosi conto che le crocchette che dava al suo amico gatto erano eccessivamente iperproteiche, ha pensato bene, su consiglio del veterinario accreditato, di cambiarle con altre più dietetiche, mescolandole inizialmente, per rendere la cosa meno drastica. Pippo di Palera non si è affatto perso d’animo, scegliendo sistematicamente nella sua ciotola le crocchette a lui gradite, a forma rotonda, e tralasciando le altre a forma di cuore. Tu chiamali, se vuoi, animali.

Fabrizio Scarpa – 15 ottobre 2014 “il Mercoledì” n° 37 anno XX

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