Vi ricordate gli “amici” ricercatori sparsi per il mondo? Tutti i giorni ne ricercano e ne trovano e ritrovano di cotte e di crude. La loro fantasia non ha confini né limiti. Seguo con interesse le loro ricerche per documentarne almeno in parte i risultati. Tralascio quelli che si dedicano a cose estremamente serie e importanti per la salute del pianeta e dei suoi sempre più numerosi abitanti, e sorvolo decisamente su quelli che “giocano” con strani virus, che talvolta gli scappano dalla provetta, con conseguenze disastrose e spesso letali. Gli studiosi che attirano la mia curiosità sono quelli che si dedicano a ricerche che di primo acchito possono sembrare futili se non addirittura inutili, mentre in realtà hanno una loro giustificata ragione di “essere”, anche se ai non addetti può risultare alquanto oscura. Questa volta l’occhio attento, ancorché un poco spento, del vostro notista si è posato sui risultati di uno studio della Virginia Commonwealth University, secondo il quale la presenza di un cane in ufficio porterebbe tra gli impiegati una migliore comunicazione, più collaborazione, meno stress e una maggiore soddisfazione lavorativa. Ottima cosa che in ambienti dove spesso (una volta naturalmente, quando c’era lavoro per tutti) ci si imbatte in impiegati “cani” si possano anche trovare dei cani “impiegati” per rendere più piacevole la giornata dei colleghi a due zampe. I nostri ricercatori hanno introdotto una trentina di cani in una struttura con più di cinquecento dipendenti, monitorando giornalmente i livelli degli ormoni dello stress presenti nella saliva degli umani, con risultati sicuramente sorprendenti. Chi aveva con sé il proprio cane, ma anche chi aveva interagito con un quattro zampe, aveva un deciso calo dello stress, a differenza di chi aveva lasciato il cane a casa, per non parlare di chi un cane non lo aveva affatto. «La presenza di un animale domestico ha un basso costo – ha dichiarato il direttore del gruppo di ricerca – e rappresenta una pronta soluzione per migliorare il benessere in ufficio, ne possono beneficiare in molti e può aumentare la soddisfazione organizzativa e la percezione di sostegno». Una ricerca interessante e di buon auspicio. Ora basta solo fare un’altra ricerca per arrivare a capire come poter dare lavoro e stipendio a tutti e poi siano benvenuti i cani, ma anche i gatti, nei luoghi di lavoro, per rendere più piacevoli e meno stressanti le ore lavorative.

Fabrizio Scarpa – 24 settembre 2014 “il Mercoledì” n° 34 anno XX

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