Gli anglosassoni chiamano l’animale di casa pet, il coccolone, inteso come oggetto ma anche soggetto di coccole, di affettuosità. Una statistica di qualche anno fa indicava che in Italia la popolazione di animali “da compagnia” era di circa 60 milioni di unità, cifra che col passare del tempo potrebbe essere aumentata. 14 milioni tra gatti e cani, 13 milioni di volatili, 30 milioni di pesci e parecchi milioni tra conigli, furetti, criceti e roditori vari, e poi tartarughe e diversi tipi di rettili fanno sì che più di sei famiglie su dieci abbiano in casa almeno un “amico” appartenente al mondo animale. Animali da affezione o da compagnia qualunque sia l’etichetta il senso non cambia, le famiglie allargate, composte da persone sole o in coppia, con o senza figli, che hanno un convivente a due, quattro o più zampe (anche senza, nel caso di pesci e serpenti), sono una vera e propria realtà sociale e tanti sono i benefici derivanti dalla compagnia di un animale. Il 33 per cento delle famiglie italiane possiede un cane o un gatto, i quali grazie alle cure sempre più avanzate, all’alimentazione e all’affetto, hanno visto raddoppiare la loro aspettativa di vita. Negli anni ottanta un cane poteva vivere in media 8 anni, mentre oggi può superare beatamente i 15, e un gatto, con le sue sette vite, può vivere oltre i 20 anni, per la felicità di cinofili e gattofili, anche se purtroppo molto alto è il numero di animali che vengono abbandonati, e questo è veramente un crudele fenomeno. Come si sceglie un “amico” da tenere in casa? La maggior parte delle volte si viene scelti, perché gli animali, che non “parlano”, hanno una grande sensibilità, dovuta all’istinto, e sanno percepire l’umano che può essere in sintonia con loro. Il cane ha bisogno di essere “dominato”, educato, da un umano educato, al quale poi si dedicherà con fiducia tutta la vita. Il gatto, come felino, è lui in realtà a dominare, ma quando i ruoli si sono chiariti si fa da parte e lascia che il suo umano creda di essere lui a comandare. L’Anticosaggio da sempre preferisce i cani, Gerry, Thor e adesso Danko sono i nomi di alcuni dei suoi fedeli amici, compagni di giochi e di lunghe passeggiate, perché per stare vicini a un cane non si può essere pigri. Mangiafuoco, lo sanno ormai anche le pietre, è sempre stato un gattofilo, non solo per la sua atavica pigrizia, ma amerebbe avere anche un cane. Affetto, compagnia, protezione, difesa sono tra le motivazioni più frequenti per le quali si decide di prendere un animale da compagnia. Ma tutti siamo in grado di tenerne uno?

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