Eureka!!! Come urlò Archimede. Ho trovato. Dopo tanto riflettere ho trovato la soluzione ai problemi che attanagliano il nostro Bel Paese. A essere onesto è un’idea già venuta ad altri. Infatti solo pochi giorni fa ho visto, a un’ora impossibile della notte, un film del 1959, con il grande attore inglese Peter Sellers, “Il ruggito del topo”. Un piccolo stato, la cui unica ricchezza viene dalla produzione di un vino molto pregiato, si trova improvvisamente sull’orlo della bancarotta a causa della concorrenza sleale di stati più potenti. Per risolvere il problema il governo locale decide di dichiarare guerra a una grande nazione, un colosso economico, inviando un eroico drappello a invaderlo per poi arrendersi subito dopo e farsi così aiutare economicamente. Ed ecco il mio piano, confortato dai successi dei nostri azzurri alle Olimpiadi che sono in pieno svolgimento a Londra. Scherma, tiro con l’arco, o con la pistola o la carabina, vedono i nostri atleti tra i più bravi al mondo. Ne scegliamo un paio di dozzine e al comando del Professor Mario Monti, li mandiamo a invadere la Svizzera, che è molto vicina, quindi facilmente raggiungibile con poca spesa, magari anche in autobus, e che contiene nei forzieri delle sue banche molti soldi italiani, arrivati lì non si sa bene come. Presentata la dichiarazione di guerra nelle mani del governo svizzero, contestualmente verranno presentate la dichiarazione di resa e la richiesta di annessione al ricco stato alpino, il quale da buon vincitore provvederà all’azzeramento dei nostri debiti, usando una parte di quei capitali che nel corso dei decenni sono arrivati in terra elvetica dall’Italia, in modo più o meno lecito. Un piano semplice, che però deve essere eseguito con grande attenzione e precisione, soprattutto per evitare il rischio di vincere una guerra che non solo non deve essere combattuta ma che deve assolutamente essere persa. Già il nostro passato ci ha visti “vincere” guerre oramai perse, cambiando schieramento prima dell’esito finale. Tutto dovrà svolgersi in poco tempo, senza lasciare in giro cartacce e mozziconi, perché gli svizzeri, notoriamente precisi, non ce lo perdonerebbero e allora sarebbero dolori. L’idea di diventare un nuovo cantone della Svizzera non è poi tanto male, in fondo loro hanno già il Canton Ticino e sapranno mettere tutto in ordine anche qua da noi. Non credo che avranno problemi a governarci, essendo praticamente impossibile farlo peggio di chi lo ha fatto finora. In Italia saranno contenti tutti coloro che non hanno mai digerito l’euro e si ritroveranno in tasca il franco svizzero. Buon agosto e un affettuoso arrivederci a settembre.

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