Anche questa settimana cedo volentieri il mio angolo a un “amico di tastiera”, Maurizio Nisi, per una storia molto tenera anche se un poco triste. Triste perché quando muore un nostro compagno di vita, non importa di quante zampe sia dotato o a quale categoria del regno animale appartenga, è sempre un pezzo della nostra storia personale che se ne va. Nessun paragone con gli esseri umani, naturalmente, ma i nostri cani o gatti o compagnia bella vivendo a stretto contatto con noi sanno dare incondizionatamente il loro amore e la loro amicizia ed è naturale che il vuoto che lasciano sia molto grande, così come il dolore, a prescindere dalle loro dimensioni. Fanno parte della “famiglia”.

«Qualche giorno fa ha terminato la sua meravigliosa favola terrena Camillo, il cagnolino meticcio di Sanremo, diventato famoso perché prendeva da solo l’autobus per andarsene a passeggio nella sua città, e non solo. All’età di dodici anni si è spento, lasciando alla sua padrona, che gestisce un negozio di alimentari, il ricordo di una storia dolce e per certi versi incredibile. Questo cagnolino dall’età di cinque mesi, spinto da una irrefrenabile voglia di avventura, ogni giorno prendeva il pullman alla stessa fermata, ne scendeva quando voleva e si metteva ad esplorare quartieri sempre diversi. Quando poi era stanco riprendeva il pullman e tornava a casa dalla sua padrona. Tutti ormai lo conoscevano, anche perché girava protetto da una copertina catarifrangente che serviva a farlo individuare meglio mentre attraversava le strade. Era il beniamino dei bambini e c’era sempre qualcuno che, vedendolo passare, gli offriva qualche manicaretto o una ciotola d’acqua. Di lui si erano interessati anche le televisioni e i giornali ed era diventato così famoso da avere anche una pagina tutta sua su Facebook. Negli ultimi mesi però aveva avuto dei problemi di salute ed la sua padrona gli aveva messo al collo una piccola targa dove c’era scritto “Non datemi da mangiare perché devo fare delle analisi”. Nonostante questo Camillo non ha rinunciato fino agli ultimi giorni alle sue escursioni giornaliere e se n’è andato come sempre ha vissuto, da cane viaggiatore. La sua storia commuove e stupisce. Come accade fra gli esseri umani anche fra gli animali ce ne sono alcuni che vengono al mondo per lasciare dietro di sé un grande ricordo. Quest’estate ho trascorso qualche giorno in Liguria, non distante da Sanremo, e mi era venuta l’idea di andare a conoscere questo straordinario amico peloso. Poi non l’ho fatto e ora ne sono molto dispiaciuto. Ciao Camillo, buone passeggiate in paradiso.»

12 febbraio 2014 – “il Mercoledì” n° 6 anno XX

0 Comments

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

©2021 L'angolo di MANGIAFUOCO Made and hosting with ❤️ by World Wide Management

CONTACT US

We're not around right now. But you can send us an email and we'll get back to you, asap.

Sending

Log in with your credentials

Forgot your details?