Non avevo intenzione di entrare nell’argomento, ma mi ci tirano per i capelli, che per altro non ho. Mi può anche stare bene che venga organizzata una giornata per festeggiare la ”famiglia”. Mi pare sciocco che si parli di famiglie di serie A o B o C, con eventuali tornei per passare alla categoria superiore e le ovvie naturali retrocessioni. Mi fa sorridere che, ad accalorarsi tanto in difesa della stessa, siano rappresentanti della politica della cultura e dell’ imprenditoria, che di famiglie ne hanno anche più di una, o personaggi della religione, che di famiglia, a parte quella di nascita, ne hanno sempre solo parlato o sentito parlare. La famiglia è una cosa seria, e le radici della stessa nulla hanno a che fare con la politica e la religione. In verità ben poco si è fatto, e ancora meno pare che si riesca a fare, per difendere e rafforzare una istituzione che dovrebbe essere il nucleo centrale di una società “civile”. Oggi per i giovani è praticamente impossibile mettere, come si usa dire, “su casa”, senza la certezza di un lavoro, con l’ umano sempre più soppiantato dalle tecnologie. Ripenso con nostalgia alle famiglie patriarcali dove c’era spazio per gli anziani e i cuccioli di uomo non venivano perennemente parcheggiati in ogni dove. Vorrei averla una ”ricetta” per la famiglia! Quello che proprio non reggo è che questa giornata sia stata chiamata FAMILY DAY.

Fabrizio Scarpa
il Mercoledì nr. 21/XIII – Moncalieri 30 maggio 2007

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