L’enigma della Sfinge (mostro con testa di donna, ali di aquila, corpo di leone e coda di drago), risolto da Edipo, per qualche tempo re di Tebe, citava all’incirca così: “Quale è quel animale che al mattino cammina a quattro zampe, a mezzogiorno con due e alla sera con tre”. La soluzione era l’Uomo, che quando nasce cammina carponi, da adulto sta in posizione eretta e da vecchio usa un bastone come appoggio. In questo indovinello sono individuabili tre fasi importanti della nostra esistenza, in quanto nasciamo figli, in genere diventiamo genitori e quindi talvolta nonni. Nel massimo rispetto per chi sceglie di non avere figli ma anche per coloro che di figli non riescono o non possono averne, personalmente ritengo che i nostri eredi (figli e poi nipoti) siano la nostra “piccola immortalità”, in quanto proiezione nel futuro delle nostre esperienze, positive o negative che siano state. Voglio concludere con una breve considerazione, sulla quale se ne avrete piacere potrete riflettere: certamente essere figli è tanto, anzi molto difficile, troppo tardi ci accorgiamo del valore e dell’importanza di chi ci ha dato la vita, e nascere non è di sicuro stata una nostra scelta; essere genitori è una scelta, più o meno consapevole, ma comunque diventa nel tempo quasi una missione impossibile, poiché per bene che vada si sbaglia; essere nonni è una conseguenza, quando avviene, ed è una esperienza meravigliosa vissuta in un periodo della vita spesso accompagnato dalla pazienza e dalla saggezza.

Fabrizio Scarpa – 19 marzo 2008
“il Mercoledì” numero 11 anno XIV

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