Una pianta di origine americana, arrivata in Europa dopo la casuale scoperta del Nuovo Mondo, è l’Helianthus Tuberosus, o “Jerusalem artichoè (carciofo di Gerusalemme)” per il sapore molto simile a quello del carciofo. Sembra una grossa margherita, più precisamente un girasole, il cui fusto può raggiungere i tre metri di altezza, si adatta a diversi tipi di terreno, cresce tra la primavera e l’estate e matura in autunno. Una pianta erbacea perenne che ha gemme sottoterra in organi chiamati tuberi, che anno dopo anno danno vita a nuovi fusti fiori e foglie. Ed è proprio il tubero, da noi meglio conosciuto come ciapinabò (universalmente topinambur), a essere commestibile, soprattutto se tuffato beatamente nella bagna cauda, con la quale si accompagna in modo delizioso. Gioiello prezioso di una pianta incredibilmente vitale, tanto da essere persino infestante, una pianta che ama i terreni umidi, vicino ai corsi d’acqua, tra le felci, terreni calcarei o silicei, caratterizzati da un pH neutro. Il topinambur è ricco di fibre, contiene proteine e ha pochi grassi, quindi è a basso contenuto calorico, ed è ricco di inulina, un carboidrato che non viene assorbito dall’intestino, e che dà al nostro tubero il tipico sapore dolce. Povero di sodio e ricco di potassio questo “brutto e buono” aiuta a stimolare l’eliminazione dei grassi, soprattutto se abbinato all’assunzione di molta acqua, abbassa il tasso di colesterolo e a livello intestinale previene dalle infezioni, riduce la formazione di gas e riequilibra la flora interna. Ma è anche prodigo di vitamina H (biotina), fondamentale nella prevenzione di stanchezza fisica, inappetenza e dolori muscolari, inoltre è adatto ai diabetici e, grazie all’assenza di glutine, a chi soffre di celiachia. Siamo in ottobre ed è doveroso ricordare la Sagra Regionale del Ciapinabò di Carignano, giunta quest’anno alla 22° edizione, con il prezioso tubero protagonista per tre giorni, consumato oltre che nella saporita bagna in svariate ricette, dagli antipasti ai dolci, senza dimenticare i grissini. Tutti per uno e uno per tutti tra gli organizzatori saluto Roberto Brunetto, inossidabile e insostituibile Presidente del Comitato Manifestazioni di Carignano, con il quale spesso mi permetto di scherzare sul fatto che hanno ricavato “pepite d’oro da una pianta infestante”, creando una vera e propria eccellenza, da quest’anno entrata a fare parte del “Paniere dei prodotti tipici della Provincia di Torino”. Vi pare poco?

Fabrizio Scarpa – 30 ottobre 2013 “il Mercoledì” numero 39 anno XIX

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