Correva l’anno 1987, e correva davvero molto veloce, talmente veloce che di anni ne sono passati venti. Venti anni dopo, proprio come D’Artagnan e i suoi inseparabili Tre Moschettieri (una a onore del vero era una bella moschettiera), il pensiero va al ritorno da un esilio forzato, durato cinque anni nella artisticamente vitale Cambiano, coccolati ospiti del Laboratorio Teatrale dei Sivera, Marocco, Vassallo, Zucca, Tormen e altri non meno validi. La chiusura di tutte le sale “teatrabilmente” utili, dovuta a un tragico evento, accaduto nel febbraio 1983, in una sala cinematografica di Torino e al conseguente adeguamento di tutti i locali alle norme di sicurezza, aveva portato alcuni a emigrare nella ridente patria del Pomodoro (ricordiamo per tutti il “cuore di bue”) per dare sfogo alla passione per il palcoscenico. Dopo i proficui anni passati nell’esperienza cambianese, grazie alla riapertura del Civico Teatro, i nostri moschettieri ritornano a Moncalieri, come moderni Argonauti, con qualche artista “indigeno” che nel frattempo si era aggregato, per amore o per passione. E sulle fondamenta della compagnia teatrale (T S M) che da anni esisteva sulla sponda meridionale del Po (a nord era florido il gruppo fondato da Michele Di Mauro al Circolo Dravelli), era maturo il momento della nascita di una scuola per la formazione teatrale. Venti anni, una gran bella festa, il 10 di novembre, con “ragazzi” delle più svariate età, nei locali di TEATRANZA, quanta bella gente sotto le ali protettive della “chioccia” Babuin, sempre sulla breccia.

Fabrizio Scarpa – 14 novembre 2007
“il Mercoledì” – numero 41 anno XIII

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