Quale grande onore è stato per I Divieto di Pascolo Vagante l’essere invitati ad esibirsi in un concerto a Parigi. C’eravamo proprio tutti, e la cosa mi ha fatto particolarmente piacere, poiché da un po’ di tempo il gruppo non si era più ritrovato tutto unito. Non mancava nessuno, dalle tre meravigliose coriste, Alberta, Anna e Mimma, ai due Federico, a Veronica, Gianpaolo, Alberto, al grande Gigi, completamente rimesso a nuovo dopo un piccolo malanno, splendidamente superato, e naturalmente al sottoscritto, sempre più acciaccato ma rivitalizzato dall’adrenalina che sempre mi arriva dal cantare le canzoni di Fabrizio De André. Ad accompagnare il gruppo, in veste di tecnici, c’erano Alessandro, Pietro, Roberto e Walter, e poi tanti amici, guidati tra gli altri da Franca e Beppe, a fare da sostegno spirituale. In una splendida giornata di settembre, nell’anno della XXVa edizione di “Cambiano come Montmartre”, i cugini transalpini hanno deciso di festeggiare in modo singolare l’evento con una manifestazione gemella chiamata “Montmartre come Cambiano”. La cornice è stata suggestiva, il punto più alto della capitale francese, la collina posta sulla “rive droite”, ancora oggi famosa, magico centro della vita bohémienne durante la Belle Époque. Un numero incredibile di pittori, di caricaturisti, di saltimbanchi, di mimi, di musicisti, e tante bancarelle piene di curiosità e di golosità, proprio come a Cambiano, hanno animato la giornata in attesa del concerto serale e migliaia di persone hanno fatto capolino dalla mattina fino a tarda sera, mostrando di gradire molto tutto quanto a loro veniva proposto. Particolarmente apprezzati sono stati, durante la nostra esibizione, gli assolo di batteria, basso e tastiere ed è stato veramente emozionante sentire i cugini di oltralpe cantare con noi molte delle canzoni del grande Faber. Personalmente mi sono commosso mentre cantavo, accompagnato dalla chitarra a dodici corde di Gigi, “Una storia sbagliata”, canzone dedicata a Pier Paolo Pasolini, tuttora molto amato in Francia. Dopo due ore abbondanti di concerto il pubblico non la finiva più di applaudire e di chiedere dei bis, tanto dal costringerci a eseguire a richiesta pezzi che non avevamo mai fatto prima. Alla fine ci siamo ritrovati tutti in un bistrot per una bella mangiata, offerta dagli organizzatori. Poi un meritato riposo mi ha sorpreso stanco e felice, insieme a tutti gli altri componenti del gruppo. Verso le quattro del mattino ho sentito un peso sullo stomaco e mi sono svegliato, pensando di avere mangiato troppo. Mi sono invece ritrovato nel mio letto, da solo nella mia camera, con il mio gatto Pippo che mi dormiva sulla pancia e ci ho messo qualche minuto a capire che quello che avevo vissuto era stato solo un sogno. Però signori miei che gran bel sogno!

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