Forse i miei affezionati lettori si chiederanno perché Mangiafuoco si stia trasformando in critico teatrale, dato che predilige scrivere di spettacoli teatrali, soprattutto ultimamente. In effetti il teatro ha occupato per quasi cinquanta anni un pezzo importante, anzi fondamentale, della mia vita e anche adesso che (momentaneamente) non lo pratico direttamente mi garba molto parlarne. Certamente gli argomenti da trattare non mancano, ma proprio non me la sento di parlare di “guerre mondiali”, “lotte intestine”, “crisi economiche” o di politica nazionale, o peggio ancora locale. Allora mi rifugio nel teatro che continua a non tradirmi, come ha fatto per tanti anni, e che rimane la mia “isola felice”. Mi piace girare nei piccoli teatri, a volte quasi sconosciuti, dove mi capita spesso di scoprire dei veri e propri gioielli che meritebbero molta più visibilà di quanta non sia concesso loro di averne. Così qualche sera fa, al Teatro Comunale di Cambiano, nella stagione organizzata dall’ElleTiCi era in programma, come spettacolo ospite, Gioca con me, presentato dal gruppo Le Gesta. Scritto diretto e interpretato da una eclettica e brava Fiorella Riggi, affiancata in scena da Stefano Sartore, che ha dovuto sostituire in pochi giorni Mirko Schenardi, messo fuori gioco da una dolorosa discopatia. Bravo è stato Stefano al quale è mancato solo il non aver potuto rodare la sua interpretazione in più repliche e che in scena non si è risparmiato e ha dimostrato grandi doti interpretative. Che dire di Fiorella? Ricordo di averla vista parecchi anni fa in un paio di musical, e già allora aveva messo in mostra le sue notevoli doti canore e la sua ottima presenza scenica. Qualche anno è passato, era giovanissima, e non ha mancato di imparare ancora e di fare esperienza sulle tavole del palcoscenico, dove tra l’altro spesso si esibisce con maestria cantando canzoni di Loredana Bertè e di Gianna Nannini. Gioca con me è la storia di una coppia che vive, con noia, monotonia e anche un po’ di incomprensione, un matrimonio che stancamente si trascina da qualche anno. L’autrice ne ha ricavato un simpatico spaccato quotidiano, in cui amarezza e allegria si fondono in un dialogo tra due persone che sembrano non starsi ad ascoltare, ma che non perdono mai la voglia di giocare, soprattutto con la loro parte bambina. “Un finale tutto da scoprire, facendone tesoro e magari anche riscrivendolo…” è quanto afferma Fiorella Riggi parlando di questo suo gioco teatrale, ben scritto e ottimamente rappresentato su una scena spoglia ma essenziale. Bella serata, ancora una volta, a Cambiano.
Un bel gioco
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