Che … fortuna ragazzi, siamo i primi! Quasi primi, per essere precisi. In Sardegna l’epocale passaggio al digitale terrestre è stato completato circa un anno fa, ma in fondo non era il Regno di Piemonte e Sardegna quello da cui quasi 150 anni fa è partita l’Unità d’Italia? Torino è stata la prima capitale dell’Italia unita, dal 1861 al 1865, traslocata momentaneamente a Firenze sino al 1871 prima di essere definitivamente collocata a Roma. A Torino ai primi del ‘900 è nato il “cinema” italiano, vera e propria industria, con grandi stabilimenti cinematografici come Ambrosio, Aquila, F.e.r.t., Gloria, Itala Film. Sempre a Torino il piemontese Giovanni Pastrone (di cui proprio quest’anno ricorreva il cinquantenario della morte) ha girato nel 1914 il suo capolavoro, Cabiria, primo lungometraggio (quasi 4 ore) a distribuzione mondiale, tuttora il secondo colossal dopo Quo vadis. Nella capitale sabauda, il 27 agosto 1924, viene fondata l’URI, Unione Radiofonica Italiana, dal gennaio 1928 EIAR, Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche, vero e proprio atto di nascita della radiofonia italiana, che si impone come strumento di comunicazione di massa, molto bene utilizzato dal regime fascista, prima di diventare nel 1944 RAI, Radio Audizioni Italiane. Dallo studio RAI di via Montebello di Torino la voce e il volto di una bella annunciatrice, il 3 gennaio 1954, diede inizio alle trasmissioni ufficiali della televisione italiana. Fino al 4 novembre 1961 un solo canale, in bianco e nero, con programmi di qualità, quindi il secondo e, qualche anno dopo, il terzo e l’avvento del colore. Segue poi l’arrivo delle reti commerciali, di quelle via satellite a pagamento, ma la quantità non sempre porta qualità. Ora, quasi per primi, torinesi e gran parte dei piemontesi “vivono” il passaggio al digitale terrestre, con lo spegnimento definitivo del segnale analogico. Oltre ai televisori, qualunque apparecchio per la ricezione di canali televisivi (videoregistratori, schede tv per computer, ecc. ) dovrà disporre di un decoder esterno o essere sostituito. I vecchi televisori e videoregistratori potranno condividere un unico decoder, ma così non sarà più possibile registrare un programma guardandone un altro, cosa non fattibile anche con i televisori di ultima generazione. Molti più canali, sempre di più! … proprio non potevamo farne a meno? (continua)

Fabrizio Scarpa – 23 settembre 2009
“il Mercoledì” – numero 34 anno XV

0 Comments

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

©2026 L'angolo di MANGIAFUOCO Made and hosting with ❤️ by World Wide Management

CONTACT US

We're not around right now. But you can send us an email and we'll get back to you, asap.

Sending

Log in with your credentials

Forgot your details?