Oramai ci siamo, tempo sette, otto, nove giorni, la migrazione televisiva dal sistema analogico al digitale terrestre sarà completata in tutto il Piemonte occidentale. Voi conoscevate la differenza tra analogico e digitale? Sinceramente io sapevo (forse?) giusto la differenza tra un orologio analogico, che ha una lancetta corta per le ore e una lunga per i minuti, e uno digitale, che segna tutto in numeri. Ricordate tanti anni fa quando sono usciti i primi orologi a cristalli liquidi o a diodi luminosi: sette barrette si combinavano fra di loro a segnare le ore, i minuti e i secondi, ma le sette del mattino erano sempre le sette del mattino e quello voleva dire che era ora di darsi una mossa, una doccia, un caffè e poi via di corsa per non fare tardi in ufficio. Data la mia profonda ignoranza in materia mi sono documentato e poiché digitale deriva da “digit”, ovvero “cifra”, nell’era informatica ed elettronica il termine digitale può essere considerato sinonimo di numerico. Povero me che in matematica sono sempre stato una emerita schiappa. Insomma le onde che prima arrivando alle nostre antenne venivano trasformate in suoni e immagini in modo analogico adesso lo saranno in modo digitale. Chiaro? No! Speriamo che lo siano almeno suoni e immagini, i quali arriveranno senza disturbi o non arriveranno proprio. Frattanto si è scatenata la vendita di decoder, da affiancare ai nostri “vecchi” televisori, e di apparecchi televisivi già dotati della magica scatola. Nei nostri salotti, disseminati di telecomandi, vedere un programma sarà come vincere una piccola caccia al tesoro casalinga. Piccolo problema: tutte quelle lucine, che attestano che i nostri strumenti di sollazzo sono in funzione, rimangono sempre accese, con un maggior consumo, quindi spreco, di energia, almeno fin quando tutti non ci decideremo a cambiare il nostro vecchio e obsoleto compagno di tante serate. In ogni caso, come ha ben scritto il buon Bruno Gambarotta, possiamo sempre scegliere di prendere un libro e leggere, e io aggiungo magari illuminati dalla luce di un paio di candele, il che diventa anche romantico, non vi pare? Buona visione o buona lettura.

Fabrizio Scarpa – 30 settembre 2009
“il Mercoledì” – numero 35 anno XV

1 Comment
  1. Bet 6 anni ago

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