Terrificante è sfogliare, anche solo sfogliare, le pagine di un quotidiano. Guardare i titoli e le fotografie lascia il profondo senso di consultare un bollettino di guerra. Madri e padri che abusano o uccidono i figli, figli che eliminano i genitori, spesso neppure per soldi. Guerre e guerriglie che se non coinvolgono il pianeta nella sua globalità sono sparse per tutta la sua superficie sferica. I ghiacci che si sciolgono e il clima che impazzisce, con temperature da forno a microonde. Il petrolio che sale, e con esso tutto il resto, dai carburanti, “naturalmente” inquinanti, a ciò che viene trasportato, ovvero tutto. Le borse che scendono, l’euro che si “apprezza”, il dollaro sovrano che si indebolisce. Terrorismo rapine stragi sulle strade, provocate da abuso di alcol stupefacenti e alta velocità, con auto che una volta vendute dovrebbero comportare il contestuale arresto del compratore e non solo la sospensione della patente, in quanto costruite per superare anche del doppio la velocità massima consentita. Per non parlare poi di quello che si trova leggendo gli articoli, nei loro particolari, spesso orripilanti, che non tengono in alcun conto neppure il rispetto per le vittime. E la politica? Questa volta preferisco avvalermi della facoltà di non parlarne. Fortunatamente qualche volta intervengono, talvolta nello sport e non sempre in negativo, avvenimenti, come la inaspettata vittoria del finnico e glaciale Kimi, al volante della Rossa Ferrari (con grande dispiacere dell’amico Anticosaggio), che riempiono pagine e pagine, togliendole a più scabrosi argomenti. Oppio per il popolo. Tutto questo non è certo colpa della stampa o dei giornalisti, ma un segno dei tempi, nei quali sempre più alto è il gusto per il macabro. Ne parleremo ancora.
Fabrizio Scarpa – 24 ottobre 2007
“il Mercoledì” – numero 38 anno XIII

