Chiedo venia per l’endemico attacco di qualunquismo dal quale vengo improvvisamente colto, del quale mi dichiaro comunque pentito a priori (così mi porto avanti col lavoro). Faccio riferimento al momento politico che stiamo vivendo da qualche tempo. Ho come l’impressione, e purtroppo mi si è rafforzata in questo periodo, che il progetto che i nostri due centri, quello destro e quello sinistro (tralascio per adesso il neonato centro-centro), mettono in atto, durante il più o meno quinquennio di governo della nazione, sia in realtà quello di fare di tutto per tornare all’opposizione. A questo punto lascerei da parte il luogo comune che tutti i politici siano in malafede e anche la massima che dice “il potere logora chi non ce l’ha!”. Analizzando in modo assolutamente profano quanto non fatto dopo la caduta della Prima Repubblica, e non mi starò di certo a dilungare nei particolari, a tutti più o meno noti, mi pare di vedere un grande impegno, da parte dei nostri, di volta in volta, governanti, a lavorare per perdere la già precaria fiducia che l’elettorato, sempre più spaccato a metà, tappandosi naso orecchie occhi e anche bocca, gli accorda. Senza contare tutti coloro che pensano di togliersi la castagna (siamo in periodo) bollente dalle mani, non andando a votare. Non dimentichiamo che il voto è un diritto ma anche un dovere, e comunque uno strumento posto democraticamente a disposizione dei cittadini. Qui mi fermo. Per ora! (continua)
Fabrizio Scarpa – 25 ottobre 2006
“il Mercoledì” – numero 42 anno XII
