Dopo la azzeccata riscrittura di Casina (Tito Maccio Plauto) questa volta Marina Thovez si è dedicata “anima e corpo” alla stesura teatrale di un capolavoro della letteratura contemporanea, il romanzo dello scrittore ceco naturalizzato francese Milan Kundera. Un chirurgo di fama si innamora di una cameriera con una grande passione per i libri e per la fotografia, e questo incontro sconvolgerà la sua vita di donnaiolo incallito. Tutto questo avviene sullo sfondo della Praga del 1968, invasa dai carri armati russi. Un professore universitario e una sua allieva, non presenti nel romanzo, aiutano con grande ironia gli spettatori a capire l’importanza dell’esercizio del pensiero, accompagnadoli nel succedersi degli eventi. La scena è ambientata in un labirinto da cui non sembra esserci via d’uscita. Tereza e Tomas si ritrovano come topi in gabbia, spiati dal regime stalinista, che ha sbarrato le frontiere, chiuso le scuole, censurato i mezzi di informazione, ammazzato o imprigionato gli intellettuali, soffocando quella Primavera che tentava di riportare il socialismo agli originari ideali di democrazia. Cardine dell’insostenibile leggerezza dell’essere è, per Kundera, l’unicità della vita: l’esistenza e le scelte che ciascuno compie gli appaiono del tutto irrilevanti e in questo sta la loro leggerezza. Il contrasto tra la sfuggente evanescenza della vita e la necessità umana di trovare in questa un significato si risolve in un insostenibile paradosso. Un gran bel lavoro ha fatto Marina Thovez, che dello spettacolo è anche regista oltre che interprete accanto a Mario Zucca, suo inseparabile compagno nella vita oltre che sulla scena. Spesso i due attori, grazie anche alle loro splendide voci, si fondono fino a diventare una unica entità e “dipingono” con grande intensità i punti salienti del testo kunderiano. Non era di certo facile trasportare sulla scena quello che più che un romanzo è un trattato filosofico. “Poderosa” è la scenognafia del napoletano Nicola Rubertelli. Accativanti sono le musiche e gli effetti sonori, nonché le luci, il tutto scelto e curato dall’eclettica e brava Marina. Dal 20 al 25 marzo uno spettacolo da non perdere al Teatro Erba di Torino, in corso Moncalieri (zona piazza Zara), per chi ha letto il libro di Kundera e per chi ancora non lo ha letto sarà un piacere grande leggerlo. Buon divertimento.

Fabrizio Scarpa – 14 marzo 2012
“il Mercoledì” numero 10 anno XVIII

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