Batte un cuore “poetico” nelle viscere della sabauda Torino, a due passi da Palazzo Carignano, vicino al Museo Egizio, in una di quelle sere che sembra deserta di umanità ma che è stracolma di automobili parcheggiate, dovunque. Con non poco scetticismo mi sono lasciato convincere a passare una “serata diversa” e la mia atavica pigrizia è stata debellata dal tono deciso e dal sorriso dolce di chi mi ha portato a vivere questa “avventura notturna”. Affinità elettive feline ci legano e quindi mi pareva giusto accordare fiducia alla mia affascinante Guida. Ci siamo ritrovati in una grande sala (il Lapsus) piena di gente di tutte le età, e con piacere ho notato che i giovani, molto giovani, erano la maggioranza. Cosa li aveva spinti a non andare in discoteca? Erano lì per … il divertimento e il piacere del sapere, per stare con la poesia, non spiegata, non accademica, non noiosa! Così stava scritto sul programma di sala distribuito (con cortese sollecitudine) dagli organizzatori. Montale, D’Annunzio, Campana, Leopardi, Saba, Gozzano, Merini, Marinetti, Pavese, Pasolini, Petrarca, Alighieri, Gatto, una bella e buona macedonia di poeti nostrani, è stata sapientemente condita da brani musicali di Schumann, Chopin, Debussy, Prokofiev, Hindemith, Bartok. Niente da dire sulle scelte poetiche né sulla colonna sonora, tutto molto azzeccato e piacevole. Mi ha favorevolmente colpito la conduzione della serata, improntata all’ironia dall’ideatore, un simpatico e spigliato Simone Cutri, che di certo farà ancora parlare di sé. Sul palco si sono alternati nelle letture giovani volenterosi, alcuni anche molto talentuosi: penso di non fare torto a nessuno citando una fanciulla, Corinna Costa, che ha dato una interpretazione molto sentita di un brano di Alda Merini. Delicati e per nulla retorici sono stati i commenti che di volta in volta dalla sua poltrona ha fatto un insegnante vero, il prof Michele Calabrese, mentre ogni tanto dalla sala interveniva, come tormentone, un improponibile poeta contemporaneo, che inutilmente, e simpaticamente, la regia tentava di zittire e che ha dato alla serata un tocco di leggerezza sempre molto misurata. In conclusione è stato assai piacevole ascoltare la poesia e la musica così presentata da La Repubblica Estetica in questa “antologia del giorno”, un bel modo per stare fuori di casa e non addormentarsi davanti al televisore.

Fabrizio Scarpa – 26 ottobre 2011
“il Mercoledì” numero 39 anno XVII

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