Mancano pochi giorni, poche ore alla annunciata “fine del mondo”, supposta (e già questa parola dice tutto!) da una profezia maya per il 21 dicembre 2012. Esaminando con attenzione la situazione in cui ci si trova, effettivamente il mondo non è che goda di una grande salute, ma non starò qui a fare l’impietoso elenco delle cose negative che disturbano la serenità, la tranquillità, soprattutto la pace di tutti. Purtroppo la causa principale sta nelle mani stesse del genere umano, che sembra usare il progresso per autodistruggersi anziché per migliorare la qualità della vita. Ma chi sono, chi erano questi Maya? La civiltà maya fiorì in quell’area dell’America Centrale che oggi comprende Messico meridionale, Guatemala, El Salvador e Belize (ex Honduras britannico), dove ancora vivono circa sei milioni di eredi dell’antico popolo. Secondo i Maya nel tempo parecchi mondi si erano succeduti, e tutti erano finiti in seguito a un diluvio, quindi tutto si svolgeva nell’attesa di un altro diluvio. L’universo maya era dominato dalla eterna lotta tra il bene, che portava pioggia, fertilità e abbondanza, contro il male che portava siccità, guerre, uragani. Sopra la terra c’erano tredici cieli di beatitudine e dietro di questi nove cieli di inferno. Nel paradiso finale non esistevano più pesanti carichi da sopportare, niente povertà, niente dolore, mentre nell’inferno finale c’erano solo miseria, freddo, fame. I Maya credevano in una grande quantità di divinità, con un dio per ogni emergenza, per ogni necessità, per ogni periodo di tempo, il Sole era il supremo asse intorno al quale si sviluppava la vita, il generatore del tempo, l’origine del divenire in generale, il Signore del cosmo. Il calendario maya era di 365 giorni, diviso in 18 periodi di 20 giorni, più 5 giorni considerati nefasti, durante i quali tutti se ne stavano chiusi in casa a fare ogni possibile scongiuro. Esisteva anche un calendario religioso, di 260 giorni, e i Maya non contavano gli anni ma le date dei loro due calendari erano combinate in modo da dare luogo a cicli di 52 anni (18980 giorni) per un totale di 52 diversi cicli ricorrenti. Qui si potrebbe trovare la risposta a tutto: partendo, secondo il calendario gregoriano, da un ipotetico e discusso 11 agosto 3114 a.C., il giorno 21 dicembre 2012 segnerebbe la fine di uno di questi “52 per 52”, quindi la fine di “un mondo”, ma nel frattempo io ho perso il conto. Vi consiglio però di approfondire la conoscenza di questo antico popolo tra le pagine di una buona enciclopedia, per assaporare il profumo della carta stampata, prima che si perda del tutto. Mai dire Maya?
Mai dire Maya?
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