Mangiafuoco fa 90, come la paura. Nel gioco del Lotto (anche nella casalinga tombola) i numeri sono novanta e periodicamente fanno sognare milioni di incalliti giocatori, che spesso traducono in numeri, aspettando con trepidazione le tre estrazioni settimanali, i loro sogni, nei quali nonni o avi più antichi si manifestano portando messaggi subliminali. Novanta minuti dovrebbe durare una partita di calcio, e se ufficialmente con i recuperi sfora di parecchi minuti, difficilmente supera i cinquanta effettivi. Novantesimo minuto era, con la Domenica Sportiva,tra le trasmissioni più attese dal pubblico televisivo, non solo maschile, prima che il piccolo schermo venisse quotidianamente invaso da risse insulti moviole e vallette scollate e scosciate (queste ultime di certo il male minore), che con lo sport del calcio ben poco hanno a che vedere. Di grande attualità è la paura e molto sentito il bisogno di sicurezza. Paradossale è che non ci si possa sentire sicuri nelle nostre case, per le nostre strade e nei nostri posti di lavoro, ma è importante non cadere in atteggiamenti xenofobi o addirittura nella voglia di farsi giustizia da soli. Scarsa è la sicurezza per il futuro nostro e dei nostri figli e nipoti, a causa del pesante momento economico e delle tensioni politiche etniche e religiose, ma anche per la situazione ambientale, che colpiscono tutto il pianeta Terra. Tutto questo genera paura. Una nota lieta: questo è il novantesimo angolo di Mangiafuoco, che virtualmente abbraccia e ringrazia i lettori suoi e de il Mercoledì, che da due anni ospita questa rubrica.
Fabrizio Scarpa – 28 maggio 2008
“il Mercoledì” numero 21 anno XIV

