Ben ritrovati dopo una settimana densa di emozioni durante la quale, come Fabrizio Scarpa, ho portato in scena la poesia di Fabrizio De André nello spettacolo ancorainsiemefaber. Non sta a me giudicare la validità del progetto e della messa in scena, ma mi garba citare coloro che mi sono stati accanto in questa esperienza e che per me sono stati semplicemente “magici”. Alessandro Puglisi ha illuminato, anche con il cuore e con la mente, il nostro viaggio nella poesia di Faber. Alberto Libré, con il suo impianto audio, ha dato in palco e in sala un suono pressoché perfetto, coadiuvato da Marco Lungo, che fa sì il tecnico ma è un ottimo trombettista. Le tre voci femminili, Anna Gariglio, Mimma D’Amato e Alberta Magliano, hanno portato un tocco di bellezza e di dolcezza sul palco, e non solo. I Cuccioli. Federico Confalonieri, alle tastiere, a dispetto dei suoi 22 anni, è stato l’arrangiatore dei pezzi, ottimamente coadiuvato da Alberto La Porta (1981), batteria e percussioni, faccia d’angelo ed energia atomica. Gianpaolo Ghignone (1981), chitarra acustica e chitarra elettrica, è stato spina dorsale del gruppo anche negli inevitabili momenti di tensione. Il più cucciolo del gruppo, Federico Butticè (1991), basso e sassofono, è stato fondamentale (per me in particolare) nella parti ritmiche, ed è promettente anche come attore. La dolcezza infinita di Veronica Grassi (1991), chitarra acustica, che non ha mai sbagliato una nota, è stata una certezza per tutti. Infine il mio Amico, genio e sregolatezza, Luigi Martinelli, voce e chitarre (a sei, a dodici corde) al quale con piacere lascio in eredità I divieto di pascolo vagante. Per questo mio ultimo spettacolo posso aggiungere … “che bello il mio tempo e che bella compagnia”, per citare un verso di Fabrizio De André. Ancora un ringraziamento al Laboratorio Teatrale di Cambiano, per la produzione, e un abbraccio a Beppe Miletto, che mi ha tenuto per mano in questo mio spettacolo di addio (ne parleremo la prossima settimana!).

Fabrizio Scarpa – 9 febbraio 2010
“il Mercoledì numero 6 anno XVII

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