Giovedì 29 novembre, serata da non scordare, un poco da nostalgici, di quelle che fanno sentire sempre giovani. Dovevano esserci anche l’Anticosaggio, impegnato a Bruxelles per un summit internazionale sulla percentuale di cacao nel cioccolato centro europeo, e il Mastro Cuciniere Gingio, chiamato come relatore a un convegno sulla esistenza dell’anima nel tartufo. Il Palasport del Parco Ruffini, curatissimo, era stipato di ex ragazzi degli anni settanta, ma non solo. Sonorità riproposte, nelle strumentazioni dell’epoca, dai New Trolls di Vittorio De Scalzi e del falsettista Nico Di Palo, che si sono esibiti tra l’altro in alcuni brani di “Senza orario e senza bandiera”, nato dalla collaborazione con Fabrizio De André. A seguire, grande ritorno degli inglesi Procol Harum, che tra i primi consacrarono al rock l’organo Hammond, stretti attorno al padre fondatore Gary Brooker che, a dispetto della sua aria da pensionato in coda allo sportello postale, in completo marrone e camicia bianca sbottonata, ha esibito la sua inconfondibile voce, resa ancora più passionale dal tempo, in una decina di pezzi, dei quali l’ultimo, “A salty dog”, a dire poco commovente. Per finire, grazie a Johnny “Guitar” Williamson, che degli americani Creedence Clearwater Revival aveva fatto parte all’inizio degli anni settanta, un ottimo tributo al rock contadino (lo swamp rock) dei fratelli Fogerty, due chitarre un basso e la batteria ben assemblati nei C. C. Revived. E si è fatta l’una e trenta: scusate se è poco.

Fabrizio Scarpa – 19 dicembre 2007
“il Mercoledì” – numero 46 anno XIII

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