Forse discende direttamente dall’energetico intruglio preparato da Panoramix per permettere ad Asterix di combattere i Romani e dentro al quale Obelix era caduto da infante, niente altro che una fantastica ricetta proveniente dalla Gallia e poi trasformatasi nel tempo. Ancora oggi ci si tuffano voluttuosamente verze, rape, finocchi, sedani, cipolle, cardi e i nordamericani peperoni, topinambur, patate e ogni sorta di altra verdura (non citata solo per dimenticanza), non a cercare una ingloriosa fine, ma un fantastico trionfo per il palato. Ogni incontro è una riprova che gli esseri umani possono tuttora “sedersi alla stessa mensa, commuoversi, volersi bene e cantare tutti assieme”, aiutati ovviamente da copiosi fiumi di ottimo vino rosso. Dalla Via del Sale arrivavano barili di acciughe conservate (naturalmente sotto sale), si incontravano con l’aglio pedemontano, con il burro e al tempo con l’olio di noci (oggi soppiantato dall’extravergine olio di oliva), restavano ore ed ore a bollire in enormi pentoloni per diventare la meravigliosa BAGNA CAUDA tipicamente piemontese che si è saputa fare amare anche da chi veniva da fuori. Amare certo, e anche un poco detestare nei giorni immediatamente successivi, a causa dei conseguenti effluvi non proprio piacevoli. Ma quando la si consuma una due o tre volte all’anno, in attesa di entrare nel lungo e freddo inverno, riesce a mettere serenità negli animi dei commensali: potrebbe essere una buona idea per portare la pace tra i popoli perennemente in lite.

Fabrizio Scarpa – 22 novembre 2006
“il Mercoledì” – numero 47 anno XII

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