Passati i ciclici attacchi di qualunquismo nei confronti della politica nostrana, mi ritrovo improvvisamente in un nuovo momento riflessivo: la disperazione totale. Assisto alla nascita, molto annunciata, di una grossa formazione politica che tende a riunire due grandi partiti, e da questa si stacca un discreto gruppo, che non si ritrova più nelle sfumature del colore dell’ultima nata. Sudore (fa molto caldo), lacrime (per fortuna niente sangue), addii tra gente che forse non si odia ma di certo è incapace di stare insieme. Commenti vari: “che bello facciamola anche noi una formazione unica, unita”, “due più due non sempre fa quattro, ma più spesso fa zero”, “sempre guelfi e ghibellini”, “laicismo e laicità”. Basta! Fra poco più di trenta giorni Moncalieri va alle urne per eleggere sindaco e amministrazione comunale. Già da tempo fervono gli incontri per le alleanze, prima mancate e poi, forse, riuscite. Voglio lanciare un appello, prima di tutto ai miei concittadini elettori, perché si avvalgano del diritto-dovere del voto, così da avere a tutti gli effetti la facoltà di essere contenti o scontenti, e in seconda battuta ai candidati dei vari e, temo, numerosissimi partiti che si presenteranno per tentare la scalata al potere nella quinta città del Piemonte: a loro chiedo di non dimenticare mai di essere soprattutto “cittadini”, e quindi di costruire una maggioranza e una opposizione altrettanto corrette e costruttive.
Fabrizio Scarpa – 25 aprile 2007
“il Mercoledì” – numero 16 anno XIII

