A Torino dalle parti della Spina 1, a poche centinaia di metri dalla scultura dell’artista Mario Merz, che è immersa in una grande fontana e viene chiamata Igloo, opera da oltre venti anni il Tangram Teatro. In una piccola e accogliente sala, molto bene attrezzata, Bruno Maria Ferraro e Ivana Ferri portano avanti con passione e amore il loro progetto artistico e culturale, che comprende anche un’ottima scuola di recitazione con corsi di dizione e di teatro per tutte le età. Tra le varie chicche presenti nella stagione organizzata dal Tangram, La costruzione di un amore (variazioni sul Cantico dei Cantici) è una perla che si aggiunge alla già bella e ricca collana che Bruno e Ivana hanno messo insieme durante gli anni del loro fulgido sodalizio. “Cantare una canzone, accarezzare una poesia, ridare vita al Cantico dei Cantici (ma non solo – mi permetto di aggiungere!) non è una operazione intellettuale, è una necessità fisica”, sono le parole che sintetizzano molto bene quale sia la molla che mette in moto il perfetto meccanismo che è il segreto del successo delle messe in scena del Tangram. Mi piace ricordare l’omaggio a De André, FDA Bocca di rosa e altre storie, che da quattordici anni viene replicato, sempre a grande richiesta, o il più recente La storia siamo noi, allestito in occasione di Italia 150, che attraverso la canzone d’autore racconta il tortuoso cammino fatto dalla nostra nazione per giungere all’Unità, spettacolo meritatamente premiato dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Ne La costruzione di un amore “… abbiamo scelto accuratamente canzoni, forse non molto note, che in una forma semi-parlata, quasi un recitativo, scavano con delicatezza la parte intima di ognuno di noi”, cercando di raccontare il faticoso percorso individuale per giungere alla consapevolezza dei propri sentimenti per farli relazionare con l’esterno. C’è una storia tra due giovani, disturbata da due passaggi a livello che si trovano nel tragitto tra le loro abitazioni, l’una nel centro storico, l’altra in periferia; una storia che avrà il suo lieto fine con l’inaugurazione di un sottopasso. C’è un interrogativo che pare senza risposta: che cosa ci sta a fare un poemetto sensuale, anzi decisamente erotico, come il Cantico dei Cantici nella Bibbia? La risposta è forse semplice ma non scontata ed è l’Amore. L’amore che viene fuori da questo allestimento, curato da Ivana Ferri, l’amore che si manifesta tramite la calda e suadente voce di Bruno Maria Ferraro. Da vedere, o rivedere, quando verrà riproposto.

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