Con qualche taglio, per motivi di spazio, riporto una pagina, tratta dalle Opere di Elsa Morante (Volume I – Meridiani Mondadori 1988), sulla quale credo meriti riflettere.
Roma 1 maggio 1945 … I suoi atti furono tollerati, o addirittura favoriti e applauditi … Si rendeva conto la maggioranza del popolo italiano che questi atti erano delitti? Quasi sempre, ma il popolo italiano è così fatto da dare i suoi voti piuttosto al forte che al giusto, e se lo si fa scegliere fra il tornaconto e il dovere, anche conoscendo quale sarebbe il suo dovere, esso sceglie il suo tornaconto. Uomo mediocre, grossolano, fuori dalla cultura, di eloquenza alquanto volgare, ma di facile effetto, Mussolini era un perfetto esemplare e specchio del popolo italiano contemporaneo. Presso un popolo onesto e libero, sarebbe stato tutto al più il leader di un partito con un modesto seguito … Sarebbe rimasto un personaggio provinciale, un po’ ridicolo a causa delle sue maniere e atteggiamenti, e offensivo per il buon gusto della gente educata, a causa del suo stile enfatico, impudico e goffo. In Italia, fu il Duce. Debole in fondo, ma ammiratore della forza, e deciso ad apparire forte contro la sua natura. Venale. Adulatore. Corruttore. Presuntuoso. Vanitoso. Bonario. … Scettico e sentimentale. Violento a parole, rifugge dalla ferocia e dalla violenza, alla quale preferisce il compromesso, la corruzione e il ricatto. Facile a commuoversi in superficie, ma non in profondità, se fa della beneficenza è per vanità e per misurare il proprio potere. Si proclama popolano, per adulare la maggioranza, ma è snob e rispetta il denaro. Disprezza gli uomini, ma la loro ammirazione lo sollecita … Lo abbaglia il prestigio di certe parole, ma ignora la sostanza delle cose e pur ignorandole le disprezza, per egoismo e grossolanità. Superficiale. Dà più valore alla mimica dei sentimenti, anche se falsa, che ai sentimenti. Mimo abile e tale da fare effetto su un pubblico volgare … in tempi di masse, preferisce essere un demagogo … Si serve anche di coloro che disprezza. Disprezzando (e talvolta temendo) gli onesti, i sinceri, gli intelligenti … li deride, li mette al bando. Si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, e quando essi lo portano alla rovina o lo tradiscono (com’è nella loro natura), si proclama tradito e innocente, e nel dir ciò è in buona fede, almeno in parte, giacché come ogni abile mimo s’immagina di essere il personaggio che vuole rappresentare.
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