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Categories: Costume

Monelli da … latteria.

Eravamo un bel gruppo, numeroso e molto unito, in prevalenza, per non dire nella totalità, formato da maschi, infatti a quel tempo la scuola che frequentavamo non ammetteva ancora rappresentanti del gentil sesso. Quasi tutti avevamo un soprannome, di stampo brasilianamente calcistico: Occhio, Bibis, Sis, Faber, Gingio, Pito, Willy, Gigi, poi c’erano Luca, Giulio, Tino, Claudio, Fabio, Mauro, e mi scusino quelli che non sono citati, ma la memoria perde colpi, ricordo le facce non sempre i nomi. Non eravamo ragazzi da bar, il nostro tempo libero lo passavamo quasi tutto a giocare al pallone, in un campo da calcio oppure in qualsiasi altro luogo più o meno adatto a far correre una sfera di cuoio o di gomma, o attaccati alle stecche di un calcio balilla, più raramente a quelle del biliardo. Eravamo ragazzi da … latteria. Infatti, nella splendida piazza Maggiore, sotto i portici, quattro o cinque tavolini con le sedie in metallo erano il nostro punto di ritrovo dopo la scuola, e lì scorreva a fiumi il latte, nel tetrapak o trasformato in deliziosi frappé e in gustosi gelati, particolarmente gettonata la crema. Era una piccola latteria, dove a quel tempo ancora si vendeva il latte sciolto, quello di mucca vera, che veniva prelevato con un dosatore cilindrico da un bidone di alluminio e riversato nel contenitore che ci si portava da casa; quel latte che in superficie era quasi giallo e che aveva un odore intenso, che oggi non ricordiamo più e nemmeno riusciremmo a sopportare. Gasprin, al secolo Bauducco Gaspare, e la moglie stavano al banco, sempre pronti a sostenere le nostre richieste e a soddisfarle, con un sorriso e una parola gentile. Oggi quella latteria c’è ancora e il gelato è sempre molto buono. Gasprin, che già da parecchi anni, dopo la morte della sua compagna, aveva ceduto il posto a figlia e genero, da qualche settimana passeggia nei Verdi Pascoli del cielo, e magari continua a preparare le sue prelibatezze per altri monelli come noi.

Fabrizio Scarpa – 11 marzo 2009
“il Mercoledì” – numero 10 anno XV

Mangiafuoco

Fabrizio Scarpa, di origine veneziana, nato a Torino in un giorno di maggio in cui i prati erano rossi di papaveri, giusto nel mezzo dell'ultimo secolo dello scorso millennio, poco prima dell'ora di pranzo, appena in tempo per mettersi a tavola. VECCHIO CUORE GRANATA (Toro ora e per sempre).

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