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Categories: Musica

Era un bell’uomo

“Dice che era un bell’uomo e veniva, veniva dal mare, parlava un’altra lingua però……..”. Questa canzone nel 1971 giunse terza al Festival di Sanremo, la cantava Lucio Dalla ed era un poco autobiografica, giacché il titolo (4 marzo 1943), richiamava la sua data di nascita, anzi tanti affettuosi auguri al simpatico Lucio per il suo compleanno. Oggi queste parole possono assumere altri significati, considerando quanti esseri umani sono sbarcati in quaranta anni sulle nostre coste, stipati all’inverosimile nelle “carrette della speranza”, con il sogno di trovare un lavoro in quello che immaginavano fosse un “paese normale”, pieno di risorse e di aspettative, così come era successo tanti anni prima ai quasi venti milioni di nostri compatrioti emigrati per il mondo con lo stesso obiettivo. Ma questo non è un paese per giovani. E neanche per vecchi. Per tornare a noi, possiamo immaginare un “Ulisse moncalierese” che, dopo anni di tortuose peregrinazioni nei mari tempestosi della vita, ritorna nella sua città e rivedendo da un lato la sagoma del Monviso e dall’altro il Castello ferito, si sente a casa, al sicuro, dopo tante sofferenze e tante tribolazioni. Si guarda intorno, gira per le strade, per i vicoli e per le piazze, osserva attentamente tutto quello che i suoi stanchi occhi gli permettono di vedere. La trova bella la sua città, forse ancora più bella, ma c’è qualche cosa nell’aria che non gli riesce di cogliere, e questo per lui diventa un grande cruccio. Finisce per isolarsi, perché è stufo di sentire la gente che si lamenta, spesso a ragione, ma spesso solo per il gusto di criticare, per quel maledetto vizio che porta a denigrare le cose che vengono fatte, ma anche a rimpiangere quelle che non si fanno più. Il nostro Nessuno non può fare a meno di riflettere e di trarre la sua amara conclusione: sembrano sempre le stesse persone e sembrano voler rimanere nell’immobilismo, senza una prospettiva di cambiamento e, speriamo che così non sia, senza un futuro.

Fabrizio Scarpa – 4 marzo 2009
“il Mercoledì” – numero 9 anno XV

Mangiafuoco

Fabrizio Scarpa, di origine veneziana, nato a Torino in un giorno di maggio in cui i prati erano rossi di papaveri, giusto nel mezzo dell'ultimo secolo dello scorso millennio, poco prima dell'ora di pranzo, appena in tempo per mettersi a tavola. VECCHIO CUORE GRANATA (Toro ora e per sempre).

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Mangiafuoco

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