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Categories: Medicina

Dormi, dormi.

I miei fidi consiglieri, che ben conoscete, e molti, tra di voi affezionati lettori, si aspetteranno che questa settimana il vostro Mangiafuoco dedichi il suo settimanale angolo al Festival di Sanremo, piuttosto che ai travagli interni vissuti dal maggiore partito dell’opposizione. Niente di tutto questo. Del festival nazionalpopolare ha già detto tutto il festival stesso, posso solo aggiungere che ritengo che la vera finale sia stata quella dedicata alle nuove proposte, molto valide, accompagnate da padrini di grande spessore artistico.
Come pigrone e dormiglione, universalmente riconosciuto, voglio rendervi partecipi del risultato di uno studio, fatto in parallelo da alcuni ricercatori delle Università di Oslo e di Helsinki. Dopo avere esaminato le abitudini di 4500 specie di mammiferi viventi sulla terra, questi solerti “amici” studiosi scandinavi sono giunti alla conclusione che “in letargo il metabolismo migliora e l’organismo si rafforza”, e che le 443 specie che adottano un comportamento del tipo “dormi o nasconditi” vedono allungarsi la loro esistenza e corrono molti meno rischi di estinzione. Alcuni di questi animali vanno in letargo per sei mesi o in ibernazione durante l’inverno, altri dormono di giorno e fanno vita notturna, altri ancora, in climi molto caldi, entrano in estivazione, uno stato di vita latente, in cui riducono all’essenziale le loro attività: marmotte, ghiri, tassi, orsi, scoiattoli, ricci, talpe, roditori di ogni specie, pipistrelli, dormendo a lungo o imboscandosi sotto terra, vivono meglio e più a lungo dei primati (scimmie e affini), dei sirenidi (foche, trichechi), dei perissodattili (cavalli, ungulati in genere). Una bella soddisfazione per uno come me che ha sempre trovato grande piacere nel dormire o nello starsene tranquillamente “imbucato” a leggere un libro e ad ascoltare musica, sottoponendosi a intense e “faticose” pennichelle quotidiane, così da arrivare più riposato al sonno notturno. Potrei essere tra quei mammiferi che hanno maggiore tendenza a sopravvivere avendo ridotto l’esposizione agli stress ambientali.
Dormendo mi sarò allungato la vita? Buon riposo.

Fabrizio Scarpa – 25 febbraio 2009
“il Mercoledì” – numero 8 anno XV

Mangiafuoco

Fabrizio Scarpa, di origine veneziana, nato a Torino in un giorno di maggio in cui i prati erano rossi di papaveri, giusto nel mezzo dell'ultimo secolo dello scorso millennio, poco prima dell'ora di pranzo, appena in tempo per mettersi a tavola. VECCHIO CUORE GRANATA (Toro ora e per sempre).

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