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Categories: Costume

Erano quattro!

La fine del 2011 è arrivata inesorabilmente e il 2012 è già partito con la rincorsa, quindi eviterò di fare bilanci o previsioni, tanto quello che è stato è stato e (mi sa!) quel che sarà sarà. Invece voglio raccontarvi la “vera storia” dei Re Magi, anche se forse molti di voi già la conoscono. I Magi erano astrologi ed erano seguaci di una filosofia basata sugli insegnamenti del profeta Zarathustra, che a quel tempo era la religione più diffusa ed è la più antica tra quelle ancora esistenti, fondata prima del sesto secolo A.C. in Persia, l’attuale Iran. Alcuni di questi astrologi, osservando le costellazioni in cielo, videro una stella cometa che indicò loro il cammino che li avrebbe condotti a Betlemme, in Palestina, dove pareva che stesse per nascere quello che sarebbe stato il Re dei Re, il Messia da tanto tempo atteso. Il racconto evangelico descrive i Magi in maniera scarna e la successiva tradizione cristiana, di minore valore storico, stabilì che erano tre, sulla base dei doni che portavano, oro, incenso e mirra, e che si chiamavano Melchiorre (come il Nostro Direttore!), Baldassarre e Gaspare (ma non era Gasprin, altrimenti avrebbe portato la ricetta del gelato alla crema). Mentre i tre Magi, ciascuno con il proprio seguito, attraversavano l’Oriente diretti a Betlemme, da quello che oggi chiamiamo Piemonte, da un paesino sperduto di cui si ignora il nome (forse Piozzo, vicino a Carrù?), accompagnato da un solo servitore e da cinque muli carichi di un nettare di uva chiamato dolcetto, un astrologo, il cui nome era Pif, avendo individuato la stessa stella cometa, si era messo in viaggio per andare a salutare la nascita del Messia. I “quattro Magi” si incontrarono sulle rive di un lago, era inverno, faceva molto freddo e l’acqua era uno strato di ghiaccio, quindi per risparmiare tempo decisero di passarci sopra. Quando Melchiorre, Baldassarre e Gaspare furono sull’altra riva si voltarono indietro per cercare il loro nuovo amico e, vedendo solo i muli carichi di dolcetto, chiesero al servitore che fine avesse fatto Pif. Il fedele servitore, trafelato e preoccupato, riuscì a malapena a dire: “Pif? E … Pif … ania (che in piemontese vuole dire annega)”. Nacque così l’Epifania, che poi è il giorno in cui i Magi, compreso Pif che nel frattempo era stato salvato dalle acque gelide, giunsero a Betlemme per adorare Gesù.
Quindi i Re Magi erano quattro, come i Tre Moschettieri e i Trelilu, e con questa “gavada” Mangiafuoco vi augura il meglio del possibile e dell’impossibile, incrociando tutto l’incrociabile e, immancabilmente, toccando tutto il toccabile.

Fabrizio Scarpa – 11 gennaio 2012
“il Mercoledì” numero 1 anno XVIII

Mangiafuoco

Fabrizio Scarpa, di origine veneziana, nato a Torino in un giorno di maggio in cui i prati erano rossi di papaveri, giusto nel mezzo dell'ultimo secolo dello scorso millennio, poco prima dell'ora di pranzo, appena in tempo per mettersi a tavola. VECCHIO CUORE GRANATA (Toro ora e per sempre).

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Tags: Storia

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