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Categories: Teatro

Due ore in Canonica

«Mentre i presenti discutevano su chi dovesse essere il prescelto, solo uno di loro rimase in disparte, lasciando che gli altri passassero avanti a lui. Cosa ci insegna questa bella parabola? Niente: che certi, quando c’è da pagare il caffè, fanno finta di niente e stanno sempre indietro!». Questa è una delle “parabole” che Padre Flip racconta nella sua Canonica, dove canta anche, accompagnato dall’Orchestra Bluette, in un esilarante insieme di storielle e facezie molto laiche e assolutamente garbate. Nelle vesti dell’imprevedibile parroco di campagna ritorna in scena Filippo Bessone, detto Pippo, per venti anni voce e anima dei Trelilu. Un ritorno molto atteso e gradito da tutti coloro che col magone avevano assistito alla scissione del mitico gruppo langarolo. Uno spettacolo di teatro-canzone che fa sorridere, ridere, ma anche riflettere, grazie ai testi di Pippo, con musiche e arrangiamenti del maestro Claudio Dadone (chitarre) che dirige l’orchestrina formata da Daniele Trucco (pianoforte), Benjamin Newton (basso) e Lillo Dadone (batteria). Nello scarno e pregnante arredamento, due poltroncine e una panchetta, il versatile canonico è affiancato dal buon Padre Iork, interpretato da Azio Citi, che con una bella voce suadente segue Padre Flip nelle sue meditazioni “spumeggianti, irridenti, persino arcane, ma mai insolenti o triviali”, e traduce, a suo modo, i pezzi in piemontese di uno spettacolo prevalentemente in italiano, dove la fa da padrone l’inconfondibile timbro di Pippo, che caratterizza il suo personaggio con una marcata inflessione dialettale e con una simpatica “erre moscia”. Non può mancare il classico chierichetto, tutt’altro che sobrio, spassosamente interpretato da Luca Occelli, che trova il modo cantare litanie, simpaticamente astruse, accompagnandosi con la chitarra. Infine un ospite “a sorpresa” si confessa dal buon canonico, tra gli altri Carlo Petrini, fondatore e anima di Slow Food, lo scrittore Vittorio Sportoletti Baduel e il cantautore Gian Maria Testa, questi ultimi due da Cavallermaggiore. L’ora canonica è il titolo del gradevolissimo spettacolo, accolto da tre pienoni nelle tre serate al Teatro Erba di corso Moncalieri, a Torino, con parecchi pullman giunti appositamente dal cuneese. Voglio chiudere con il commento di Laura, amica e fan di Pippo: “ … grazie per averci fatto compagnia con momenti di risate e di tenerezze. Dopo un periodo di lontananza, Pippo è ritornato con la bravura e l’ecletticità che lo contraddistinguono. Ecco, cosa ci insegnano queste belle parabole? Niente, che a volte non è poi così negativo lasciare la via vecchia per quella nuova!”. A presto.

Fabrizio Scarpa – 3 dicembre 2014 “il Mercoledì” n° 44 anno XX

Mangiafuoco

Fabrizio Scarpa, di origine veneziana, nato a Torino in un giorno di maggio in cui i prati erano rossi di papaveri, giusto nel mezzo dell'ultimo secolo dello scorso millennio, poco prima dell'ora di pranzo, appena in tempo per mettersi a tavola. VECCHIO CUORE GRANATA (Toro ora e per sempre).

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