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Categories: Sport

Voglia di … rosso

Da anni assistere a un Gran Premio di Formula 1 voleva dire prepararsi a due ore di noia, il più delle volte con il rischio, anzi la certezza, di dormire davanti all’apparecchio televisivo per totale mancanza di interesse, con bolidi che giravano a grande velocità senza che ci fosse concorrenza, data la netta superiorità di una scuderia sulle altre: prima la Ferrari, poi la McLaren, quindi la Red Bull. Raramente l’attenzione veniva risvegliata quasi sempre per qualche incidente, fortunatamente non grave. Finalmente a me, che da anni sono appassionato e cerco di non perdermi mai una gara, è capitato di divertirmi veramente. In un circuito che solo cinque mesi fa è stato teatro della morte di Marco Simoncelli, grande campione della due ruote ma soprattutto splendido e simpatico ragazzone romagnolo, a Sepang, in Malesia, i bolidi a quattro ruote hanno dato vita, anche grazie alle condizioni atmosferiche, a una corsa piena di interesse. Generalmente sembravano le gare delle automobiline su piste elettriche, tipo quelle con cui si giocava da ragazzi con gli amici, chi partiva in testa ci stava fino al traguardo, a meno di incidenti o rotture. La differenza finiva sempre per farla il mezzo meccanico, a discapito di pur bravi e talentuosi piloti, spesso costretti a gareggiare su “auto a pedali” contro “auto a motore”. Confesso di essere tifoso ferrarista, ma onestamente lo ero di più anni fa, oggi mi piacerebbe veder correre i piloti tutti con vetture uguali così da poter mettere in mostra le loro abilità di guida. Tornando a Sepang, in una giornata di certo condizionata dalla pioggia, ad avere la meglio è stata la Rossa di Fernando Alonso, grazie alla prontezza dei meccanici ai box e a una perfetta strategia di gara. Lo spagnolo è stato fantastico a non sbagliare nulla e a resistere alla Sauber, motorizzata Ferrari, del giovane messicano Sergio Perez, pilota cresciuto a Maranello e in odore di finire presto alla scuderia del cavallino rampante. Erano partiti entrambi dalla quinta fila e sono arrivati davanti a tutti gli altri, dando vita a un appassionante duello, dimostrando che nelle difficoltà vengono a galla le capacità, senza nulla togliere a riconosciuti campioni quali Button, Hamilton, Webber, il grande vecchio Schumacher e tutti gli altri. Per una volta mi è ritornata la voglia di … rosso, sperando di ritrovare presto nelle prime posizioni anche Valentino Rossi con la rossa Ducati nella Moto Gp, da aprile in poi. A presto.

Fabrizio Scarpa – 28 marzo 2012
“il Mercoledì” numero 12 anno XVIII

Mangiafuoco

Fabrizio Scarpa, di origine veneziana, nato a Torino in un giorno di maggio in cui i prati erano rossi di papaveri, giusto nel mezzo dell'ultimo secolo dello scorso millennio, poco prima dell'ora di pranzo, appena in tempo per mettersi a tavola. VECCHIO CUORE GRANATA (Toro ora e per sempre).

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