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Categories: Spettacolo

Un contemporaneo vaudeville.

Sei porte, porte che si aprono, porte che si chiudono, porte che restano socchiuse o bloccate, sono le mute protagoniste di una vicenda ricca di equivoci e di colpi di scena, in un turbinio di situazioni divertenti e paradossali, con le gags, i battibecchi, gli spaventi, i letti e la biancheria intima di un teatro nato per far ridere, in una magia che si ripete a ogni replica. Una storia di tradimenti maldestri, nello scenario di lusso di un albergo a cinque stelle, è l’ultima produzione, per questa stagione, del Laboratorio Teatrale di Cambiano. Daniela Basso, Franca Berardi, Federico Butticè, Sonia Cavaglià, Andrea Gariglio, Sergio Gremo, Pietro Morello, Roberto Russello, sono gli otto interpreti protagonisti di questo contemporaneo vaudeville, scritto e diretto dalla brava e versatile Laura Marocco, coadiuvata in cabina di regia alle luci da Gigi Serra e Claudio Bondesan e a suoni e musiche da GB Battaglia, già autore di molte colonne sonore per il gruppo cambianese. Davvero bravi tutti, indipendentemente dal ruolo, perché, come recita un detto famoso nel mondo dello spettacolo, non esistono piccole parti ma semmai piccoli attori. Nell’ElleTiCi, una vera e propria fucina di talenti, un po’ tutti si alternano con scioltezza, e umiltà, nei vari compiti, da interpreti a registi, da tecnici luci e audio a scenografi o ad addetti al botteghino, in una sinergia mirata al bene comune del gruppo. Per tornare a “Tradimenti all’Hotel Royal”, questo il titolo della commedia, le risate si ripetono per quasi due ore senza soluzione di continuità, nel ritmo forsennato e preciso delle entrate e delle uscite. Il direttore serioso, il cameriere cinese furbo come una volpe, l’affascinante moglie che, a sua insaputa, sta per essere tradita dal marito, politico di successo, pronta a sua volta a tradirlo con il portaborse pasticcione, obbligato organizzatore e involontario protagonista della tresca, la bella fanciulla, oggetto del desiderio, la cameriera spagnola svampita, l’avversaria politica impicciona, il marito della bella, tutti si alternano in un incalzante susseguirsi di battute, di incontri-scontri. Morello e Russello mi riportano alla mente “la strana coppia”, Jack Lemmon e Walter Matthau, volentieri li vedrei nella parte dei protagonisti della famosa commedia di Neil Simon, crescono e migliorano di volta in volta, di ruolo in ruolo. Basso e Berardi, gradevolmente sexy, sono la salsa piccante che rende più saporito un piatto già gustoso. Questo, come ho già detto, senza nulla togliere agli altri, tutti fondamentali e perfettamente in parte. Peccato che spettacoli come questo non vengano tenuti più a lungo in cartellone, a vantaggio di una maggiore visibilità. So che è una battaglia persa ma di certo non smetterò mai di combatterla.
Buona Pasqua dal vostro affezionato Mangiafuoco.

Fabrizio Scarpa – 4 aprile 2012
“il Mercoledì” numero 13 anno XVIII

Mangiafuoco

Fabrizio Scarpa, di origine veneziana, nato a Torino in un giorno di maggio in cui i prati erano rossi di papaveri, giusto nel mezzo dell'ultimo secolo dello scorso millennio, poco prima dell'ora di pranzo, appena in tempo per mettersi a tavola. VECCHIO CUORE GRANATA (Toro ora e per sempre).

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Mangiafuoco

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