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Categories: Teatro

Venti anni dopo

Bravo Andrea Gariglio! Dopo venti anni ripropone quella che era stata la sua prima regia e dimostra nei fatti quanta strada abbia fatto da allora. Era giovane, inesperto e con tanta voglia di fare e di imparare e nel tempo ha saputo fare tesoro delle esperienze maturate, fino a diventare un regista a tutto tondo, attento anche ai minimi particolari. “Niente sesso, siamo inglesi” è una commedia di Anthony Marriot e Alistair Foot, che in Inghilterra tra il 1971 e il 1987, fu rappresentata consecutivamente per ben 6761 volte. Nel testo, spumeggiante e scanzonato, a casa di una coppia di giovani sposi arrivano per sbaglio dei pacchi contenenti materiale pornografico e questo fatto scatena una esilarante catena di errori, equivoci e fraintendimenti che finiscono per invischiare tutti coloro che più o meno casualmente si trovano a passare da quelle parti. Un meccanismo semplice, quasi elementare, finisce per incatenare gli inconsapevoli protagonisti che si trovano sempre di più nei guai. Tutti gli interpreti si sono destreggiati molto bene nella ragnatela che li ingarbugliava, a partire da Giulia Miniati e Andrea Puglisi, i due sposini, molto spigliati e naturali, a dispetto della loro giovane età, a una scatenata Laura Marocco, nella parte della mamma del protagonista, una vedova ancora piena di leciti pruriti risvegliati dall’affascinante vedovo interpretato, con altrettanto garbo, da Pietro Morello. Tutti ruotano in qualche modo intorno all’involontaria vittima incarnata dal sempre più bravo Roberto Russello, che più cerca di tirarsi fuori dai pasticci e più ci finisce dentro. Bravi anche Fabrizio Gola, attento e misurato, nonché le affascinanti Martina Bravo e Clara Dughera, nella parte delle “gnocche”, e il commissario “astemio” Alessio Battistel. Una squadra bene assemblata, equilibrata in tutti i reparti, ottimamente diretta da Andrea Gariglio, che è anche autore della accattivante scenografia, al quale, perché non mi si dica che “sono di parte”, faccio un unico appunto, riguardante la durata della rappresentazione. Con una ventina di minuti in meno è di certo uno spettacolo che meriterebbe una ventina di repliche in più. Il Comunale di Cambiano, pieno nella serata del debutto, vedrà la compagnia replicare venerdì 26 e sabato 27 ottobre alle ore 21 e domenica 28 alle ore 16, con il mio personale consiglio di non perdere l’occasione per godere di un gustoso passatempo.

Mangiafuoco

Fabrizio Scarpa, di origine veneziana, nato a Torino in un giorno di maggio in cui i prati erano rossi di papaveri, giusto nel mezzo dell'ultimo secolo dello scorso millennio, poco prima dell'ora di pranzo, appena in tempo per mettersi a tavola. VECCHIO CUORE GRANATA (Toro ora e per sempre).

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