Molti di voi ricorderanno i Fantastici Quattro, resi famosi dai cartoni animati e dal cinema. Questi eroi con i loro super poteri erano sempre pronti a intervenire in soccorso dei cittadini in difficoltà e a combattere contro i soprusi. Anna Iemma, Renata Guazzo, Ombretta Bersani e Giovanni Albera, come i nostri Fantastici, hanno deciso di unire le loro forze, le loro esperienze per combinare qualcosa di “buono”. Due grandi amori li univano, per svariati motivi, il contatto con i giovani e l’attività teatrale. Detto fatto, sono bastati pochi incontri e poche parole ed è nata la Associazione Ragazzi Grandi Obiettivi (ARGO), un nome che se in apparenza può sembrare impegnativo in realtà racchiude in sé il fine principale verso il quale puntare, ovverosia la realizzazione di spettacoli, aggregando e coinvolgendo un gruppo di giovani, appassionati alla recitazione, attraverso la comprensione, lo studio, il rispetto e l’interpretazione di testi, giovani che abbiano voglia di impegnarsi nel superare i piccoli e grandi ostacoli che comportano una messa in scena, confrontandosi con la recitazione, il canto e il ballo. Ho incontrato Anna Iemma in uno dei suoi rari momenti liberi da impegni di famiglia, lavoro e passione per il teatro, che per altro ci accomuna. Un vero e proprio vulcano in continua ebollizione, una fucina di idee che, con tenacia e caparbietà, riesce a mettere in pratica coinvolgendo, grazie alla sua energia positiva, oltre ai ragazzi, anche genitori, esperti del settore, enti pubblici e sponsor privati. La lascio parlare e lei non si tira di certo indietro: “La mia avventura nel grande gioco del teatro è iniziata 13 anni fa e ha sempre occupato uno spazio importante per me. Oggi che ho più tempo a disposizione ho trovato i compagni di viaggio giusti. Trovo che il teatro sia la rappresentazione della vita, si realizza una sfida con noi stessi, che ci può rendere più maturi, consci, e sicuri delle nostre capacità. Partiamo dalla nascita del copione, che implica momenti di intensa riflessione e grande creatività e consta di diverse fasi: lettura e analisi del testo originale; individuazione dei personaggi e degli interpreti; stesura di un testo adatto alle competenze e alle caratteristiche degli allievi. In seguito lo studio del copione comporta una approfondita analisi del linguaggio, che consente ai ragazzi di esprimersi con naturalezza ma anche con sicurezza e competenza. L’interpretazione sviluppa l’esercizio della memoria, con ritorni positivi nello studio delle materie scolastiche.”. Mi permetto di aggiungere che i giovani che si interessano al teatro crescono con una sensibilità particolare, che gli fa apprezzare di più le sfaccettature della vita. Prosegue Anna: “I nostri ragazzi hanno dagli 11 ai 13 anni e frequentano le scuole medie (Canonica e Clotilde di Moncalieri, Matteotti di Torino). Questo spettacolo, che ha segnato l’esordio dell’ARGO, ha visto la partecipazione di 27 elementi (19 femmine e 8 maschi), che, grazie alle fasi di progettazione, organizzazione e lavoro di insieme hanno accresciuto il loro rispetto per le regole, hanno scoperto abilità personali altamente motivanti, e sviluppato valori quali la sincerità, la trasparenza, la libertà e lo spirito di gruppo. Così, con un impegno di due ore settimanali, per un certo numero di mesi, è nato “Il viaggio di Ulisse”, liberamente ma rispettosamente tratto dall’Odissea di Omero, con una quarantina di canzoni, più o meno famose, alle quali io stessa ho cambiato le parole, adattandole alla storia del ritorno in patria dell’eroe di Itaca, arricchendo il tutto con coreografie, scene e costumi, per realizzare i quali abbiamo eseguito accurate ricerche storiche.”. Il sole sta tramontando e il tempo a nostra disposizione è finito, ma mi preme aggiungere due cose. La prima di carattere umanitario, ARGO non solo si prefigge la promozione del teatro tra i giovanissimi, ma ha deciso di destinare gli avanzi di gestione per aiutare le Onlus che si occupano della assistenza agli affetti da malattie rare. Nel caso specifico è nata una amicizia costruttiva con la Associazione Italiana Sindrome Mowat Wilson (www.mowatwilson.it), che promuove la ricerca di questa malattia genetica molto rara, che vede affette 200 persone nel mondo, di cui 20 in Italia. La seconda riguarda le forti emozioni che questi ragazzi mi hanno fatto provare, e senza presunzione personalmente di teatro ne “mastico”, al Teatro Superga di Nichelino la sera di mercoledì 10 giugno, con la sala colma e festante.
Fabrizio Scarpa – 17 giugno 2009
“il Mercoledì” – numero 24 anno XV
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